Apre a Milano Manintown Gallery

Nel cuore di Porta Venezia a Milano, in via Felice Casati 21, apre un nuovo spazio in cui convivono amore per la cultura, commercio e condivisione anche social. È MANINTOWN + PROGETTO NOMADE un concept dove la passione per la moda e il design si uniscono alla ricerca di inedite eccellenze e storie da raccontare. Il progetto è nato grazie all’unione di due realtà: da un lato MANINTOWN magazine, che esplora le passioni maschili fondato nel 2014 da Federico Poletti, dall’altro PROGETTO NOMADE, un nuovo contenitore itinerante che si ispira alla passione per l’arte, il design e la collezione di pezzi anni 50 di Christian Pizzinini e Antonio Lodovico Scolari.
Da questa sinergia si è sviluppato un nuovo format espositivo e narrativo curato nel visual design dall’art director e brand strategist Cecilia Melli



MANINTOWN NOMADE GALLERY vuole essere in primis un luogo di incontro, un piccolo salotto nel centro di Milano, dove si daranno appuntamento appassionati di moda, artigianato o design, ma anche addetti ai lavori e insider. Uno spazio dove ogni mese saranno in mostra selezionate eccellenze produttive nel campo della moda, arte e del design. Lo spazio ospiterà creativi italiani e internazionali che potranno esporre le loro produzioni, ma anche avere opportunità di networking grazie a presentazioni, piccoli happening e appuntamenti mirati.
Un piccolo ‘urban living room’ in cui ogni mese sarà affrontato un tema diverso con nuovi protagonisti.
Si parte all’insegna del design con una serie di pezzi selezionati da Nomade Gallery in partnership con TommasoSpinzi, interior designer e consulente specializzato nella decorazione di interni e nella progettazione di arredo. Oltre a essere un collezionista di arredi, automobili e moto italiane Mid-Century, Tommaso progetta anche pezzi in edizione limitata per gallerie e clienti. Per la parte moda – curata da Riccardo Bettoni –  è un brand mix con focus accessori con marchi che puntano sulla ricercaartigianalità e sostenibilità.



Troviamo 3QUARTERS, label di moda sostenibile fondato nel 2015 ad Atene, con particolare attenzione agli accessori riciclati. Ogni borsa è progettata e prodotta separatamente, le combinazioni di colore e materiale sono accuratamente selezionate e tutto viene realizzato a mano. E sempre la sostenibilità è protagonista grazie alle proposte abbigliamento di nuove realtà come Mikolaj Sokolowski e Yekaterina Ivankova, che riusa abiti vintage o materiali di stock cambiandone la forma per realizzare un prodotto di moda eco sostenibile. E non poteva mancare il beauty con le fragranze e linea corpo di PARCO1923, il profumo di una storia antica, fatta di boschi millenari, piante magiche e uniche al mondo. Dopo una lunga ricerca condotta da esperti botanici sulla combinazione olfattiva perfetta tra gli arbusti che crescono nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nasce un’essenza speciale e una linea bodycare che affondano le radici nella storia di luoghi secolari.



Per gli occhiali due importanti presenze come VAVA, che si ispira al minimalismo e al movimento Bauhaus, guardando ad artisti come Sol Lewitt, Malevich o Josef Albers. E i modelli timeless di The Bespoke Dudes Eyewear, brand fondato da Andrea Viganò e Fabio Attanasio, il pioniere del blogging in temi di sartoria su misura. Per gli amanti dell’artigianalità tutta italiana da non perdere le calzature di CB Made in Italy – marchio fondato da Cecilia Bringheli – che punta su assoluta qualità e un concetto di chic-comfort. E ancora Kinloch con una selezione di foulard, stole avvolgenti, camicie e accessori in morbidi e pregiati tessuti che combina la passione sartoriale e Made in Italy con alta tecnologia per confezionare capi unici, prodotti anche in piccole serie o su misura. E infine tradizione e ricerca sono sinonimi per Alberto Gallinari che firma una sua collezione di gioielli sofisticati; il jewellery designer ha inoltre collaborato con Anita Treccani, esperta in
incisione e decorazione, per alcune suggestive stampe ispirate dalle sue creazioni.


Olio di cade, ingrediente segreto per la bellezza maschile

Generalmente più spessa e con una tendenza mista la pelle dell’uomo da un lato contiene più collagene e mantenendo così fermezza, elasticità e presenta un invecchiamento più tardivo rispetto a quella delle donne. Dall’altro, una volta comparse, le rughe sono spesso più profonde e pronunciate. Inoltre può essere danneggiata dalla rasatura quotidiana.

La una nuova linea de L’Occitane dedicata all’uomo è a base di un ingrediente naturale perfetto per la pelle maschile: l’olio essenziale di cade. Questo prezioso alleato ha proprietà protettive e lenitive, basti pensare che per generazioni, i pastori hanno tramandato il segreto di questo ingrediente, un arbusto selvatico della gariga. Conosciuto anche come ginepro spinoso, l’olio essenziale di cade risulta raro e difficile da estrarre. Il legno viene tagliato da ottobre ad aprile e poi fatto essiccare per almeno due anni per ottenere un prodotto di altissima qualità. Da provare.

Editorial: Fallen angel

Feather coat Helen Yarmak, trousers Sabato Russo, necklace Futuro Remoto



Coat and trousers Sabato Russo, high neck military vest vintage A.N.G.E.L.O., neck brooche vintage A.N.G.E.L.O., ring Futuro Remoto, boots N°21


Total look Yezael by Angelo Cruciani


Suit MTL Matteo Lamandini, shirt and leather hasness vintage A.N.G.E.L.O., hat Stetson, boots Paciotti


Total look Christian Pellizzari, cape vintage Comme Des Garçons from A.N.G.E.L.O.


Total look N°21, earrings vintage A.N.G.E.L.O.


Total look N°21


Total look Giordano Mercante, hat Stetson, necklace and ring Futuro Remoto, pearl necklace vintage A.N.G.E.L.O., shoes Paciotti


Suit Yezael by Angelo Cruciani, pleated mantle vintage A.N.G.E.L.O., rosary and cross Archivio Guerrini, gloves DUECCIGUANTI, boots N°21


Total look Versace


Coat Sabato Russo, long sleeved T-shirt and trousers Skill_Officine, necklace Futuro Remoto, feather stole vintage A.N.G.E.L.O.

Photographer: Davide Carson, @davidecarson
Stylist: Stefano Guerrini, @stefano_guerrini
Stylist’s assistant: Salvatore Pezzella
Groming: Francesco Filomena, @fra.fillo
Model: Andrea Pa. from Esprit Model Management @espritmodelmanagement Video maker: Irene Cacciarini @irene.cacciarini

I dieci anni della Bao Bao Bag, borsa cult anche in versione maschile

Lanciata nel 2010 e diventata un instant classic del brand, la Bao Bao Bag di Issey Miyake taglia il traguardo dei dieci anni come meglio non si potrebbe, continuando a esercitare un fascino trasversale sui consumatori, tanto da poter forse scomodare l’espressione, spesso abusata, di accessorio-icona.

La genesi del modello e, in generale, il profilo del suo autore risultano in realtà piuttosto distanti dalla cultura dell’hypeormai comune nel fashion system. Membro, insieme a Rei KawakuboYohji Yamamoto e Hanae Mori, di quel manipolo di creativi giapponesi affermatisi sulla scena della moda parigina a cavallo degli anni ’70 e ’80, grazie a un approccio cerebrale e incline al decostruttivismo (in antitesi al glamour sfavillante tipico degli eighties), Issey Miyake è infatti uno stilista sui generis, fautore di una visione sincretica nella quale coesistono progettazione, décor, tecnologia e sperimentazione materica.

Intenzionato a stravolgere silhouette, volumi, texture e, di conseguenza, il rapporto fino ad allora univoco tra le forme del corpo e quelle degli indumenti, il designer ha fatto della plissettatura un marchio di fabbrica, perfezionandola in modo da rendere ingualcibili i tessuti e realizzando abiti adatti ad ogni fisicità, maschile o femminile. Tra le sue numerose innovazioni si ricorda A-POC, acronimo di A piece of Cloth, un processo unico per ricavare capi d’abbigliamento finiti da un singolo filato.

Un simile connubio di ricerca, funzionalità e pragmatismo non poteva non riversarsi sugli accessori della griffe, a cominciare appunto dalla Bao Bao: nel 2000, lasciandosi ispirare dal Guggenheim Museum Bilbao dell’archistar Frank Gehry, un turbinio di linee curve e ritorte perfettamente scolpite, Miyake realizza una borsa in PVC dalla struttura modulare, nella quale tutto ruota intorno al triangolo, inscritto in un reticolo e moltiplicato sull’intero rivestimento esterno; questa ripetizione della figura geometrica conferisce un aspetto pressoché tridimensionale alle superfici, ulteriormente accentuato dai riflessi delle stesse quando esposte alla luce. Leggerezza e flessibilità del materiale, inoltre, permettono alle forme di modificarsi, adeguandosi alla posizione verticale o orizzontale dell’accessorio come al contenuto dell’interno; tutte caratteristiche racchiuse icasticamente nel concetto shapes made by chance”, coniato dallo stesso stilista.

Il successo è tale che, dieci anni dopo, Bao Bao diventa una collezione a sé, declinata di volta in volta in borse a spalla, shopper, cabas, clutch, perfino portafogli o trousse. Di lì a breve l’offerta viene estesa alla clientela maschile, che può tuttora scegliere tra versioni a mano o con tracolla, capienti e strutturate – è il caso di tote bag, cartelle e sacche – oppure dalle misure più contenute, tipiche di zaini, messenger, marsupi e buste. La palette cromatica è in linea con l’ampio assortimento di formati: si va dai basilari bianco e nero alle sfumature accese di giallo, turchese o paprika, passando per grigi, blu e verdi dall’effetto satinato.

Il rigore geometrico del modello, esaltato da giochi di luce ed effetti ottici, conquista rapidamente art director, stylist, grafici e altri insider dell’industria creativa. A confermare come la borsa sia ormai considerata un oggetto di design piuttosto che un “semplice” accessorio griffato è poi l’elenco dei rivenditori, dove, oltre a note boutique ed e-tailer come FarfetchSsense e Bloomingdale’s, spiccano gli store di due fra i più rilevanti musei in attività, LACMA e MoMa
Del valore non meramente estetico del proprio lavoro sembrava d’altra parte consapevole lo stesso Miyake, quando dichiarò di pensare alle sue creazioni come «strumenti al servizio della creatività di chi li indossa»; una definizione oltremodo appropriata anche per la Bao Bao Bag.

Come sostituire lo zucchero con dolcificanti naturali

Lo zucchero è il must dei dolcificanti per caffè, latte e the oltre che per essere aggiunto per dolci di ogni tipo.  Sostituirlo quando ormai se ne è dipendenti per alcuni diventa davvero difficile, ma sappiate che ne va della vostra salute, lo zucchero bianco raffinato non è di certo salutare.

Le alternative per dolcificare e preparare dolci sono diverse e anche naturali, basta solo farci l’abitudine e poi non potrete più farne a meno e rinnegherete lo zucchero bianco per sempre.

Ecco i 6 dolcificanti naturali per sostituire lo zucchero raffinato.

6 dolcificanti naturali

1. Zucchero di canna

Sicuramente il più conosciuto, è presente in due varianti quello grezzo più scuro e quello chiaro. Preferite per una maggior naturalezza quello integrale.

2. Zucchero di cocco

Non molto conosciuto e presente nei nostri supermercati, viene realizzato dalla linfa di cocco che viene estratta, bollita e cristallizzata. Due caratteristiche ottime che lo rendono un ottimo sostituto dello zucchero bianco sono:

  • non sa di cocco
  • non comporta un innalzamento dell’indice glicemico.

3. Stevia

La stevia una pianta di origine sudamericana con un potere molto alto di dolcificazione sino a 300 volte di più dello zucchero raffinato bianco. Un vantaggio non indifferente della stevia è che non ha calorie per questo viene utilizzata in molti preparati come sostituti del pasto, barrette proteiche o nelle diete ipocaloriche.

4. Miele

Il miele è un ottimo dolcificante naturale, prodotto dalle api come sappiamo e anche un alimento energetico naturale. Consigliato a ottimo a chi fa attività fisica e per i bambini in fase di sviluppo. Le varietà in commercio sono numerose, attenzione a quando lo acquistate preferite sempre quello direttamente dagli apicoltori per avere un prodotto davvero naturale e 100% miele senza aggiunte strane, spesso neanche dichiarate in etichetta.

Potete sceglie fra quello di acacia, millefiori, tiglio, corbezzolo, agli agrumi e via dicendo. Badate bene che quello di castagno è molto amaro.

5. Fruttosio

Il Fruttosio è un dolcificante naturale che troviamo nella frutta dolcifica il 20 % in più rispetto allo zucchero bianco. Quindi se siete abituati a usare 100 grammi di quello bianco nei dolci, di fruttosio ne bastano 80.

6. Sciroppo d’acero

Utilizzato per dolcificare i pancake e anche ricco di ferro vitamine e saccarosio. Il suo sapore delicato ricorda il miele. Unito a un bicchiere di acqua e limone a digiuno aiuta a depurare l’organismo.

Surf: 2 surfisti uomini più famosi al mondo

Il mondo del surf è bellissimo mare e sole per chi lo vede da fuori e tanta adrenalina nel cavalcare onde che solo a vederle possono fare paura a un comune mortale.

Alcuni surfisti hanno dedicato tutta la loro vita a questo sport e sono riusciti a malapena a raggiungere una posizione considerevole in termini di competizione, mentre alcuni di loro riescono ad essere tra i migliori surfisti del mondo.

In ogni generazione, c’è un surfista professionista il cui nome si può riconoscere, anche se si è appena entrati nel mondo del surf.

Vuoi saperne di più sui migliori surfisti del mondo? Ecco la lista dei maggiori surfisti al mondo

I 2 surfisti uomini più famosi

Le pubblicazioni sportive e i siti ufficiali della Surf League ogni anno pubblicano la classifica dei surfisti più bravi al mondo e le loro storie fra queste vi segnaliamo i due più famosi che sono:

Robert Kelly Slater

Iniziamo con uno degli “idoli del surf”: Robert Kelly Slater. Forse lo riconosci semplicemente con il suo cognome (Slater) o con il soprannome di “Slats”, è il surfista che ha vinto più campionati del mondo.

È nato negli Stati Uniti ed è una delle leggende più emblematiche del surf.  Slater ha vinto il campionato del mondo più di 11 volte, conquistando il posto di CAMPIONE ASP consecutivamente fino a 5 volte negli anni ’90. Inoltre, ha vinto 6 titoli della Eastern Surfing Association e 4 titoli nazionali negli Stati Uniti prima di qualificarsi come surfista professionista.

Gabriel Medina

Gabriele Medina è una sorpresa per la nuova generazione di professionisti del surf. Come molti dei surfisti più importanti, ha iniziato la sua pratica all’età di 9 anni e a 11 anni ha vinto il suo primo titolo nazionale brasiliano. Ora è il campione del Volom U-14, Quiksilver King of Groms, Rip Curl Grom Search e il tre volte campione Paulista.

Nel 2011 è entrato in quella che chiamano l’elite del world surf (ASP World Tour) nel 2011 a soli 17 anni.

Questo surfista professionista è stato campione del mondo nel 2014 eliminando rapidamente i suoi concorrenti e nel 2018 ripetendo l’impresa con le manovre di surf più rare e difficili come il back flip.

Gabriel Medina è anche il surfista che ha guidato la classifica mondiale per il periodo più lungo nella storia del surf, oltre ad essere stato il primo brasiliano a vincere la tappa nella Gold Coast in Australia.

Vacanze in Italia: 7 mete per viaggiare nel Bel Paese

L’Italia è il bel paese per eccellenza in ogni sua parte vi sono luoghi di straordinaria bellezza e ricchi di luoghi storici e artistici che una volta nella vita si devono vedere e perché no fotografare per un ricordo.

Qui vi proponiamo 7 mete per le vacanze in Italia che secondo noi sono quelle da non perdere assolutamente.

7 mete di vacanze in Italia

1. Costiera Amalfitana

Il primo posto che vi consigliamo e la Costiera Amalfitana, una delle perle della Campania, poco estesa ma con dei bellissimi paesi. Ricca di bellezze naturali ed enogastronomiche come: Amalfi, Atrani, Cetara, Maiori, Ravello, tutti collegati dalla SS 163, considerata una delle più belle strade dell’Italia.

2. Cinque Terre

 La zona delle Cinque Terre è una tra le mete più belle della Liguria. Comprende i comuni di Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore, inseriti nella lista delle località Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

3. Strada del Chianti

È la Strada del Chianti, anche chiamata Chiantigiana, che unisce Firenze e Siena. Si snoda fra diversi paesi tra cui Greve in Chianti, Radda in Chianti, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti fino ad arrivare a Siena tra cantine vitivinicole, produttori di pecorino e luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. Dove bere un buon bicchiere di Chianti e mangiare una fiorentina di certo non può mancare.

4. Viterbo e dintorni

In Lazio potete passare dal Lago di Vico a Viterbo con le sue strutture risalenti al periodo papale senza dimenticare Bomarzo ed il suo Parco dei Mostri. Ma anche Soriano nel Cimino, Tuscania e le sue Necropoli etrusche e Tarquinia, antica città etrusca che si affaccia sia sulla Maremma laziale che sul mar Tirreno.

5. Calabria

Fra le 7 mete del paese in cui fare le vacanze in Italia di certo non può mancare la Calabria e in particolare la bellissima Tropea, affacciata sul mare con un mare limpido e gente cordiale. Vi sembrerà di essere a casa vostra. Inoltre anche qui le prelibatezze culinarie delizieranno il vostro palato, soprattutto per chi ama il piccante.

6. Puglia

In Puglia senz’altro il Salento è fra le meraviglie che un turista vuole vedere, mare cristallino e tantissimi luoghi da visitare come le masserie, storia italiana antica che oggigiorno viene rivalutata. Non dimenticate anche di andare a vedere Alberobello con le sue caratteristiche case in tufu.

7. Emilia Romagna

L’Emilia Romagna è un’altra regione d’Italia da visitare in lungo e in largo, se amate il mare senz’altro non possiamo che consigliarvi di andare sulla Riviera Romagnola dove avete imbarazzo della scelta fra Rimini, Riccione, Cattolica o Ravenna. Le attrattive non mancano neanche per il divertimento di grandi e piccini. Inoltre qui in riviera romagnola la tradizione culinaria vi degusterà con prelibatezze che non dimenticherete. Anzi ricordate di assaggiare la piadina romagnola in ogni sua variante non ve ne pentierete.

Monopattini elettrici: le regole di sicurezza da osservare

Da marzo 2020 sono entrate in vigore le nuove norme per il movimento dei monopattini elettrici. Mezzo di trasporto sempre più apprezzato da chi lavora vicino casa e da chi vuole fare semplicemente un giro all’aria aperta, ma non ha molta voglia di camminare e fare diciamo “fatica”.

L’uso dei monopattini elettrici prevede che vengano portati con sicurezza, sia per sé stessi che per chi si incontra lungo il tragitto. Questo per evitare sgradevoli incidenti.

Vediamo quindi le nuove regole di sicurezza da osservare.

Regole di sicurezza da osservare nell’uso dei monopattini elettrici

  1. Possono andare su strada solo i monopattini “a propulsione esclusivamente elettrici”, fino a un massimo di 500 watt e senza posti a sedere. I monopattini elettrici con potenza superiore non possono per nessun motivo circolare su strade a traffico normale.
  • Possono essere portati sola chi ha superato i 14 anni, ma senza alcuna patente.
  • Non possono essere guidati sui marciapiedi.
  • Il casco è obbligatorio per i minorenni. Possono essere guidati da 30 minuti dopo il tramonto a 30 minuti prima dell’alba, in caso di scarsa visibilità i conducenti devono indossare il giubbino e le bretelle catarifrangenti, i monopattini devono avere luci a posteriori e anteriori. In caso di marcia devono procedere su unica fila “dove sono richieste dalle condizioni di circolazione”.
  • Non si può circolare coi monopattini elettrici a due a due, ovvero uno al fianco dell’altro.
  • Chi li porta deve avere le braccia libere e con le mani sulla parte destra e sinistra del manubrio, solo nei casi in cui bisogna svoltare.
  • Non si possono portare sui monopattini altre persone, oggetti o animali, trainare o essere trianti da altri veicoli.
  • Non è previsto obbligo dell’assicurazione ma ciò non esclude la responsabilità civile da parte del conducente. Il conducente risponderà in prima persona in caso di danno a cose o persone (in caso di minorenni ne risponderà chi ha la patria potestà). In caso di locazione dei monopattini, regolamentati della giunta comunale, vi è l’obbligo di copertura assicurativa.
  • Le multe sono di 100 € per circolazione di monopattini con caratteristiche diverse da quelle richieste (maggiore potenza, dotato di portapacchi, condotto da due o più persone etc). La multa è di 50 € in caso ci si faccia trainare o si viaggi uno fianco all’altro.

Infine fra le regole più portanti ricordate quanto segue sulle zone dove possono circolare i monopattini elettrici:

  • aree pedonali ma non devono superare i 6 km/h di velocità
  • sulle strade urbane con limite di velocità fino a 50 km/h, ma non devono superare i 25 km/h
  • sulle strade extraurbane su pista ciclabile e non devono superare i 25 km/h
  • se la strada non ha la pista ciclabile non possono circolare
  • su tutte le strade urbane ed extraurbane non devono superare i 25 km/h.

Il dandy bohémien: Robert Cavalli

Le sue movenze sono feline, il timbro di voce risoluto. D’altronde non potevamo aspettarci altro dal figlio di Roberto ed Eva Cavalli. Ho osservato a lungo le stories su instagram di Robert Cavalli prima di scrivere l’incipit dell’intervista che ha rilasciato a noi di Man In Town. E riflettendo mi sono reso conto che come pochi altri protagonisti della moda contemporanea egli celebra le sue radici. La sua amata Firenze: la culla del Rinascimento senz’altro, ma anche la pioniera della scena underground del clubbing italiano. Questo DNA perdura non soltanto nei suoi abiti, ma anche nel suo appartamento pieno di animali e squisitamente barocco. I suoi devoti follower, che ama chiamare ‘lovers’, sicuramente apprezzano la sua positività e spiritualità. E anche noi.



Cucina preferita?

La cucina fatta con creatività, in questo periodo ho avuto modo di sperimentare con semplicità dei piatti caserecci. Tante spezie, tanti odori per rendere ogni piatto appetibile e unico.

La cucina italiana, la nostra cucina, cosi completa, piena di storia dalla tavola fino al momento in cui ci si ritrova per gustare tutti insieme con gioia i miei pasti meravigliosi.

Se non fossi stato un designer cosa avresti fatto come lavoro?

Non mi definirei designer, sono uno spirito creativo, ho una sensibilità molto forte, tante volte mi perdo nelle mie creazioni, ho la fortuna di avere qualcuno che riesce subito a prendere l’idea e renderla tangibile. Magari mi esprimo prima attraverso un oggetto, che si trasforma in una melodia fino ad arrivare ad un ricamo nelle mie vestaglie Triple RRR. Non mi limiterò alla moda, specialmente ora che è momento di innovazione e visioni nuove.

Album o canzone preferiti?

Ascolto musica particolare, sono un amante delle frequenze, il mio genere si definisce Berlin school ambient, un genere di musica elettronica nata a Berlino negli anni 70’ che consiste in elementi di ambient music combinata di ripetitive e corte frequenze di note, tante volte psicodeliche creando cosí un ritmo di musica molto spirituale per me. Una vera e propria esperienza musicale.

Film, attore e attrice preferiti?

La storia di Frida Kahlo è il mio film preferito in assoluto, l’interpretazione di Salma Hayak mi fa sognare, una storia piena di colori in tutti sensi. Una donna che ha saputo, nella sofferenza della sua vita, creare tanta arte di una potenza assoluta, per le nostre generazioni da ammirare e darci tante emozioni. A suo tempo il film con una interpretazione artistica da premio Oscar.



Descrivi la tua giornata ideale.

Quello che era prima la mia routine non è quella che è oggi o perlomeno quello che sarà domani, ho trovato una espressione di vita nuova, sono più felice, ho avuto modo di vedere il mio day to day life da un’altra prospettiva fino a trovare un po’ la mia chiave per affrontare il mio futuro con una armonia nuova, piena di sorrisi, obiettivi e tanta creatività. Sono cambiate le mie usanze. Dall’apprezzare le piccole cose che sono quelle che mi danno veramente il sorriso sul viso, e l’amore per la vita.

Inizio ad avere cura di me attraverso lo sport, la meditazione e da lí nasce l’ispirazione più pura. Da lí sto portando fuori il mio nuovo concetto di immagination station, una stazione creativa nata dalla mia vita in quarantena, tra i miei animali, amori e voglia di vivere.

Quali sono le tue piú grandi ispirazioni?

Viaggiare tanto, le culture che conosci nei viaggi e le meravigliose persone che riflettono le loro usanze a loro modo. Sono affasciato da Israele, forse il paese che mi ha lasciato più un segno dentro. Gli animali mi ispirano, può essere un cliché dato chi sono, ma niente mi emoziona di più che andare ad osservare la vita animale nel loro habitat naturale. Vedere tanti Leopardi, e vedere come ognuno di loro ha le sue piccole differenze di colorazioni, grandezza dei patch, vorrei fare ogni stampa leopardata diversa dall’altra… come se ogni pezzo avesse la sua unicità come nella vita. 

Le più grandi sfide che hai affrontato nella tua vita?

La vita è tutta una sfida se tu vuoi affrontarla con questo spirito: io vivo di missioni… da completare, rinnovare, per passare cosí alla sfida successiva con il sorriso.

Piú che sfide ho tante responsabilità che sono i miei traguardi, dall’amore che do alla mia famiglia, agli amici, i miei tanti animali e cosa voglio dare per aiutare a rendere questo mondo migliore per le persone che incontrerò nel mio percorso.



Covid-19 a parte, sogni (e soprattutto speranze per il futuro)?

Spero che il Covid, assieme purtroppo alla sua drammaticità, abbia portato anche  una maggiore consapevolezza di ciò che siamo e abbiamo. 

Ci insegnerà a non dare le cose per scontate: spero in un cambiamento, dobbiamo imparare a voler bene al prossimo e alla nostra terra. Augurandomi di poterla vivere presto in tutta la sua bellezza senza mancarle mai più di rispetto.

Il cinema e Netflix celebrano l’identità gay

Riflettori puntati sul cinema rainbow, come si addice ai veri cinefili nel mese del Gay Pride. Mentre in un Parlamento rissoso da far west si discute il primo disegno di legge contro l’omofobia proposto dall’ottimo senatore del PD Alessandro Zan e il giornalista de ‘L’Espresso’ Simone Alliva pubblica la sua meritoria inchiesta ‘Caccia all’omo’ trasformata in libro sugli episodi italiani di omofobia di cui chissà perché non si parla mai, su miocinema.it, la piattaforma di cinema in streaming ideata da Luckyred e guidata dal suo illustre fondatore Andrea Occhipinti, approda una rassegna molto suggestiva che chi scrive consiglia a tutti i lettori: ‘Pride’.


Moonlight

Si tratta di un ‘rivediamoli’ abilissimo, orchestrato ad arte per vedere o rivedere classici a tematica LGBT che non hanno mancato di emozionarci in passato: da ‘La vie d’Adèle’ a ‘I segreti di Brockeback Mountain’, da ‘Pride’ a ‘Stonewall’, da ‘i ragazzi stanno bene’ a ‘Carol’, da Tomboy a Weekend, da ‘Eisenstein in Messico’ a ‘Milk’, e molti altri bellissimi titoli. “Ho sempre scelto i film che distribuisco da anni con la ‘Luckyred’ in base alla reazione emotiva che suscitano in me”, ha dichiarato Andrea Occhipinti che ha prodotto anche il bellissimo film su Stefano Cucchi ‘Sulla mia pelle’, un atto di denuncia contro la barbarie liberticida della polizia. E aggiunge: “Ho scelto di organizzare questa rassegna non solo perché sono openly gay da molti anni ormai, ma anche perché sono film che appassionano tutti secondo me, non solo il pubblico queer perché parlano il linguaggio universale del cinema”.



E Vladimir Luxuria, intervistata sulla rassegna di Miocinema ha dichiarato: ”il gay pride storicamente nasce dai moti di Stonewall a New York nel 1969 in cui per la prima volta un gruppo di trans del Greenwich Village ebbero la meglio sulla polizia omofoba, oggi siamo di nuovo in un periodo oscurantista in cui i diritti faticosamente conquistati dai gay in tutto il mondo sono in pericolo a causa del sovranismo più becero, siamo di fronte a un regresso: in Egitto per esempio Sarah Hijazi si è tolta la vita a 30 anni perché è stata umiliata e seviziata nelle prigioni del suo paese solo per aver sbandierato il vessillo arcobaleno in un concerto. Ebbene questo ci dà la percezione di quanto sta accadendo: dedichiamo a Sarah questa bella rassegna di cinema alto e di spessore che mette le ali alla nostra immaginazione e benedice la tolleranza e l’umanità”. Appuntamento quindi su miocinema anche con ‘Matthias e Maxime’ il nuovo film di Xavier Dolan, già enfant prodige del cinema francese e già testimonial di Louis Vuitton. Nel suo ultimo film presentato a Cannes, il regista di ‘Mommy’, ‘Tom à la ferme’ e ‘J’ai tué ma mère’, torna ad approfondire i temi a lui più cari: la famiglia, la ricerca della propria identità sessuale e le relazioni fra generazioni diverse.

Nella gallery: foto 1 e 2 serie tv Sex Education, foto 3 e 4 due pezzi della capsule collection di JW Anderson

Intanto mentre l’osannato stilista agender JW Anderson rinverdisce i fasti del mito erotico gay di Tom of Finland, simbolo della ‘clone generation’ anni ’70, e Versace, Diesel, Etro, Eastpak, Asos, Philosophy di Lorenzo Serafini e altri top brands del lusso dedicano originali e ghiotte capsule collection al Pride Month e alle sue festose celebrazioni seppur virtuali in tutto il mondo, confermando l’impegno costante del pianeta fashion a favore dell’inclusione e di tutte le diversità, anche Netflix fa la sua parte. La più grande e prestigiosa piattaforma mondiale di streaming online, che con le sue produzioni esclusive diffuse in 190 paesi del mondo ha allietato la nostra difficile quarantena, propone un ampio e succulento ventaglio di opzioni per gli estimatori del cinema a sfondo LGBT: Sex Education (acuto, garbato ed esilarante, una vera chicca), Special (unica stagione finora ma aspettiamo il sequel), Elite, La casa de Papel (acclamatissimo e monumentale, un vero gioiello), Toyboy, Sense8, Dynasty (un’apoteosi del glamour anni ’80 da vedere anche per i bellissimi abiti di scena firmati Gucci, Balmain, Dolce&Gabbana, Tom Ford e Versace), Hollywood e molte altre bellissime serie televisive.


In particolare ci soffermiamo su Elite: una serie tv da cardiopalma in tre stagioni che racconta il dramma dell’esclusione sociale e gli intrighi sentimentali in una scuola privata riservata ai rampolli della ‘elite’ spagnola di oggi. La lotta di classe e le liaison a sfondo omoerotico si intrecciano inestricabilmente in una raffica di colpi di scena, assolutamente da non perdere, incentrati sull’ambiguità del bel Polo, figlio di una coppia lesbo. Gli attori, giovani ma di grande talento, Jaime Lorente, Miguel Herràn, e la bellissima Marìa Pedraza, sono in parte gli stessi che spiccano anche in altre serie Netflix di enorme successo come ‘La casa de papel’ un autentico capolavoro di suspence e di fiction interpretato fra gli altri da Alvaro Morte (il professore), Itziar Ituno, Miguél Herràn, Rodrigo De la Serna (formidabile nel ruolo del rapinatore gay Palermo) e Ursula Còrberò (Tokyo) che sembra una Lara Croft rediviva.

Affronta in parte la tematica rainbow anche ‘Toyboy’ un thriller in 4 stagioni che rivela le trame oscure della upper class spagnola contro uno stripper professionista, l’aitante Hugo (Jesùs Mosquera), colpevole di essersi invaghito di una avvenente miliardaria arida e senza scrupoli, Macarena Medìn (Cristina Castano). Nel plot si dipana la love story del figlio di Macarena, il fragile Andrea dall’anima dark (Juanjo Almeida) e il bellissimo Jairo (Carlo Costanzia), spogliarellista latino muto e sensibile.

Notevole anche Hollywood, la serie prodotta e ideata da Ian Brennan e da Ryan Murphy (lo ricordiamo per Glee e Nip/Tuck che abbiamo amato molto) in cui campeggia una versione altamente idealizzata del giovane Rock Hudson, umiliato dal suo manager che si aggira fra i leggendari party queer di Cole Porter e George Cukor che attiravano una ridda di disponibili giovanotti. La serie ambientata negli anni ’50 racconta l’odissea sociale e sentimentale di un gruppo di aspiranti attori, registi, sceneggiatori alle prese con i pregiudizi della mecca del cinema a stelle e strisce in cui imperava all’epoca il Codice Hays. E così i protagonisti, tutti bravissimi, da Darren Criss a David Corenswet, da Patti LuPone a Jake Picking (nel ruolo del giovane Rock Hudson), si dibattono in un mondo dominato dai tabù sul genere e il colore della pelle, alla ricerca di un avvenire concreto che superi le barriere sessuali e razziali. Una serie attualissima nell’epoca dei tumulti per l’assassinio di George Floyd in America. Buona visione.

Instagram: @enricomariaa