Un uomo nuovo

Prima è arrivato il metrosexual. La storia è costellata di uomini particolarmente attenti al proprio guardaroba e a un aspetto fisico così levigato dai prodotti di bellezza e profumato da competere con il gentil sesso, dai nobili alla corte del Re Sole ai primi divi di Hollywood. Vi dice niente il nome di Rodolfo Valentino? Nella seconda metà degli anni Novanta, però, in un mondo dello stile in preda al rilancio dei grandi nomi della moda – su tutti il Gucci di Tom Ford – che in quanto a edonismo sensuale potrebbe riempire un libro, si affaccia una figura maschile nuova per quegli anni, figlio dei macho man alla Sly Stallone o alla Schwarzy, tutto palestre e muscoli, che il mensile americano Details chiamò, appunto, metrosexual. Indiscutibilmente un uomo, senza ambiguità, ma che ha acquisito abitudini femminili, anzi sembra avere accettato un suo lato intimo più vicino alle donne. E in copertina appare David Beckham, bello come un Apollo, campione sul campo, ma nel privato attentissimo al suo look, dalla chiara abitudine al taglio di capelli, manco fosse Linda Evangelista, e con la propensione a presentarsi alle soirée in matching outfits con la compagna Posh Spice. Un uomo più femminile? Forse, sicuramente meno sfacciatamente testosteronico.
Poi è arrivato il ‘No Gender’. In realtà, già agli inizi degli anni ’90 in pieno periodo ‘Heroin Chic’, Calvin Klein lanciando CK1 ci aveva provato, chi non ricorda la campagna con Kate Moss e uno stuolo di ragazzi e ragazze, tutti dalla sessualità imprecisata, dal look intercambiabile, decisamente fluidi nelle scelte sentimentali, così come nel guardaroba. Ecco che negli ultimi anni, in pieno revival Ninenties, si sono moltiplicate collezioni genderless, quasi asessuate, dove il minimalismo estetico allude a una quasi negazione delle differenze fisiche, oltre che di stile, fra uomo e donna. Questo ci porta alle ultime sfilate. Se la gonna non è mai stata completamente digerita da ‘lui’, sono però entrati nei codici vestimentari maschili comuni il rosa, le stampe floreali a profusione, i decori e gli embellishment che neanche nei paramenti sacri o in una processione dedicata alla Madonna. L’uomo in leggings, o meggings, è immagine comune e diffusa nei centri urbani, mentre pizzi, merletti e fiocchi su di lui non sono più una novità. A dimostrazione che, dopo i tanti traguardi giustamente raggiunti dalle donne dal Novecento in qua e il profondo cambiamento a cui sono andate incontro, ora è la figura maschile ad essere insicura e in totale divenire, incerta e pronta forse a scoprirsi cambiata, chissà… magari in meglio?

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L’Extra gusto del nuovo blend griffato Chivas Regal

Un’esperienza sensoriale che viaggia attraverso il tempo, lo spazio e il gusto. Così si potrebbe definire Chivas Regal Extra, il nuovo e lussuoso blend distillato da Chivas. Il tempo perché questo whisky è denso di storia e la si percepisce a ogni sorso. Lo spazio perché la sensazione olfattiva alle note di pere mature, toffee, cioccolato e zenzero travalica qualsiasi esperienza. Il gusto perché la nuova miscela di whisky maturati nelle botti di sherry Oloroso e di malti Chivas, regala al palato accenti di pere mature sciroppate, caramello, vaniglia, cannella e mandorle, che si stemperano in un finale intenso e dolce. A dare vita a questo nuovo distillato di stile è stato il master blender Colin Scott, che ha selezionato i whisky più rari e preziosi, custoditi nelle cantine Chivas Regal. L’Extra ha un’origine rigorosamente scozzese, è nato infatti nella distilleria più antica presente nelle Higlands, la Strathisla distillery, che risale al 1786. Al di là delle nobili origini e del gusto importante, questo blend dimostra un carattere eclettico, tant’è che Max Verner, global brand ambassador di Chivas, ha sviluppato una vera e propria carta dei cocktail, che spaziano dai sapori fruttati a quelli più frizzanti, da quelli intensi e sofisticati ai più corposi e aromatizzati.

www.chivas.com

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TRIUMPH & BARBOUR per una giacca in esclusiva

Per l’autunno-inverno 2016 Triumph Motorcycles si unisce a Barbour International per dar vita a un capo sofisticato e leggero: la nuova Triumph Barbour, una giacca dall’anima vintage che unisce il perfetto stile Barbour all’attenzione per le performance tecniche che ci si aspetta da una giacca firmata Triumph Motorcycles. Realizzata con tessuto in carbonio combinato a morbida pelle di agnello, la Triumph Barbour – sviluppata sia in versione maschile che femminile – è costruita a multi-strati.

www.triumphmotorcycles.it

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Daniel Wellington in total black

Il brand minimalista di orologi svedese, Daniel Wellington lancia la collezione Classic Black, la nuova linea che rivisita l’eleganza del nero per esaltare il fascino magnetico ed enigmatico di chi lo indossa.
Questi accessori di stile, dal design sobrio e ricercato, superano i limiti della tradizione e si offrono in una nuova versione dal carattere enigmatico e seducente che svela un nuovo aspetto del mondo Daniel Wellington.
I cinturini sono intercambiabili per cambiare il proprio stile ogni giorno, il quadrante perfettamente tondeggiante copre la perfezione ingegneristica del meccanismo tipico del brand. Si racconta un colloquiare fra stili ed epoche diverse, svelando la natura del brand, nato da un fortunato incontro fra l’imprenditore svedese Filip Tysander e il gentleman britannico Daniel Wellington.

https://www.danielwellington.com/it/

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Tendenze in pista

C’è chi, dopo le vacanze estive, per il bollettino neve è proprio ossessionato e con novembre agli sgoccioli gli amanti della montagna iniziano letteralmente a tribolare. Che siate sciatori esperti, amatoriali o alle prime armi, sicuramente non bisogna essere impreparati a un ipotetico invito in baita o a una giornata sulla neve. Ecco di seguito i nostri consigli per essere attrezzati in maniera adeguata e in linea con le tendenze di stagione.

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PRIMARK PRESENTA LA COLLEZIONE UOMO PRIMAVERA/ESTATE 2017

Per la primavera/estate 2017, Primark attinge ad un poliedrico mix di ispirazioni, dando all’abbigliamento formale tradizionale un tocco più morbido e casual. La transizione dall’autunno alla primavera cambia in modo naturale con le tonalità più scure della linea Noir Sands, che svolge un ruolo da protagonista prima di concedere la scena a Concrete Cargo, le cui proposte generano l’autentica sensazione delle giornate più calde, da trascorrere all’aperto. Via via che avanza la stagione si vira verso lo street style di epoche passate entrando in Concrete Bloc, focalizzato sullo stile immediato copiato dalla strada alla quale si aggiunge una corrente sotterranea di funzionalità sportive. Tranquillità e comfort sono il tratto principale di Dusty Cargo, dove le tonalità si sovrappongono e si abbinano creando un look monocolore; le linee sono più allungate e i modelli oversize. Lo stile formale ma rilassato fa il suo ritorno nel guardaroba maschile con Villa Vesuvio, facendo riferimento ai grandi alberghi degli anni Cinquanta della Costiera Amalfitana.

www.primark.com

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MYKITA+AMBUSH®

I famosi brand Mykita e Ambush collaborano per creare un modello unico nel suo genere: VERBAL esprime l’animo di entrambi i brand, indipendente e con la volontà di spingersi sempre oltre. Con un design accattivante, materiali d’avanguardia e una combinazione di colori unica, la collaborazione si assicura l’esclusività della loro estetica. La prospettiva invertita di VERBAL riflette il mondo al contrario. Le lenti a specchio sono invertite, leggermente concave anziché convesse, presentando una visione del mondo sotto-sopra per chi li osserva, creando un’estetica industriale e geometrica, ispirata alla pop art.

mykita.com

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TruePlaces: l’app su misura per il viaggiatore moderno

“Per un viaggio da vivere e raccontare”. Nasce così l’applicazione TruePlaces, frutto del lavoro dell’italiana TruePlacesItaly: scelto il punto di partenza e di arrivo, l’app crea infatti un itinerario guidato su cui sono segnalate le principali attrazioni turistiche e di interesse. Per non perdersi nulla e avere, appunto, un viaggio “da vivere e da raccontare”.
Ma come nasce TruePlaces? «Dall’idea dei due soci fondatori, Enrico Mirotti e Michelle Fabbri – spiega il team – che lavorando sempre a stretto contatto con gli operatori del settore turistico e con i turisti stessi, si sono accorti negli anni, grazie anche all’esperienza di Assunta De Cristoforo e Fabio Fabbri, della necessità sempre più stringente di creare uno strumento che potesse supportare il turista nella fase di progettazione del viaggio; uno strumento che potesse ordinare, organizzare e proporre in maniera logica ed ottimizzata tutte le informazioni relative alle eccellenze – storiche, culturali, paesaggistiche, enogastronomiche – dei vari territori».
Qual è la novità? «L’approccio innovativo – sono le loro parole – fondato sul concetto di slow tourism, mette in primo piano le bellezze del nostro Paese, anche quelle meno conosciute. Dodici categorie permettono di filtrare i risultati secondo le esigenze e gli interessi di chi viaggia. Le mete sulla mappa rispondono a diversi criteri: dalla cultura, con castelli e borghi, chiese, case di personaggi, patrimonio Unesco, ai motori, passando per la buona gastronomia e l’enoturismo, il wellness, la natura, il divertimento, e anche lo shopping. Che sia un viaggio di piacere, culturale, enogastronomico o di divertimento, TruePlaces fornisce i consigli più opportuni suggerendo i luoghi da visitare, le strutture dove soggiornare e le attività da svolgere per godere di una nuova esperienza di viaggio nei territori meno conosciuti o da riscoprire, tra monumenti, città, botteghe, ristoranti e agriturismi».
I fondatori sono il modenese Enrico Mirotti, classe ’71,  la giovanissima 19enne Michelle Fabbri, mente “social” del gruppo, e Assunta De Cristofaro, partner e direttore tecnico di una delle principali agenzie di viaggio incoming in Emilia-Romagna. Qual è il loro obiettivo? «Fornire al turista – spiegano – uno strumento per creare il proprio itinerario e trasformare quello che può essere un semplice trasferimento logistico in un viaggio, un’esperienza alla scoperta di territori meno conosciuti, pieni di storie, di persone e di esperienze da vivere e da raccontare».
TruePlacesItaly si basa sulla curiosità. Sulla curiosità del viaggiatore di scoprire angoli nascosti, scorci paesaggistici, botteghe, piccoli ristoranti e agriturismi da sogno. «La caratteristica e il differenziale dell’app sta nell’idea di non concentrare le segnalazioni su un unico territorio/città – dice il team – ma proporre al viaggiatore i gioielli da scoprire lungo il percorso dall’inizio del viaggio alla meta prescelta. Il viaggiatore che ha voglia di scoprire nuovi punti di interesse può pianificare il suo viaggio o decidere di ‘improvvisare’ e sfruttare la funzione AroundMe che, grazie alla geolocalizzazione, suggerisce le tappe più vicine e interessanti».
Gli obiettivi sono essenzialmente due: «Comunicare con il turista già in fase di progettazione di viaggio e mettere in risalto le eccellenze del territorio sia come prodotto sia come posizione geografica».
Per un viaggio vissuto in chiave moderna. «Il presupposto fondamentale – concludono quelli di TruePlacesItaly – è non basarsi più sulla sola località di arrivo scelta dall’utente ma guidare davvero il viaggiatore che ha voglia di scoprire lungo il suo tragitto».

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A Venezia per la mostra Paolo Venini e la sua fornace

È dedicata a Paolo Venini, imprenditore illuminato e creativo, la mostra autunnale de LE STANZE DEL VETRO: in mostra 300 opere che raccontano la sua forza creativa e di alcuni dei vari artisti che negli anni lo hanno affiancato, tra cui Tyra Lundgren, Gio Ponti, Riccardo Licata, Ken Scott, Massimo Vignelli e Tobia Scarpa. Paolo Venini e la sua fornace, a cura di Marino Barovier è aperta al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore dall’11 settembre 2016 all’8 gennaio 2017, e documenta la produzione nata da specifiche scelte dell’artista che hanno portato, ad esempio, a serie come i vetri Diamante o quello zanfirico di cui vennero proposte alcune varianti soprattutto tra il 1950 e il 1954. Fino al 30 novembre 2016, in concomitanza con la mostra Paolo Venini e la sua fornace, rimarrà aperto al pubblico anche il padiglione temporaneo Glass Tea House Mondrian” progettato dall’artista giapponese Hiroshi Sugimoto, la prima opera architettonica di Sugimoto a Venezia.

Paolo Venini e la sua fornace
Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore

11 settembre 2016 – 8 gennaio 2017
www.lestanzedelvetro.org

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La bellezza nel piatto

Non è difficile meravigliarsi a Roma. Non tanto per i monumenti, quelli si sa, abbondano, quanto per i piccoli segreti che i vicoli celano. Piazza del Fico, ad esempio, rappresenta uno dei tre vertici del «triangolo delle bevute», con piazza della Pace e via della Fossa. Qui, incastonato tra i Rioni Ponte e Parione, nel cuore del centro storico, tra Piazza Navona e il Chiostro del Bramante, si trova un albero di fico che ha poco più di 30 anni ed è stato piantato da Piero Serafini, presidente del circolo degli scacchi. Ogni mattina i partecipanti al circolo degli scacchi si radunano e, sino a sera, giocano con scacchiere portate da casa. E’ uno “show” che attira l’attenzione di tutti coloro che passano per questa piazzetta e che si fermano a bere o mangiare qualcosa al Bar del Fico, punto di ritrovo dei romani e non, da tantissimi anni. Qui, sono presenti i più importanti piatti della cucina romana, reinterpretati dallo chef Giuseppe Claudio Fruci. Tra i più gettonati il parfait al burro d’arachidi, una sorta di semifreddo goloso e avvolgente servito a -16/-18 generalmente a fine pasto. Un dessert facile e veloce dal gusto americano presentato qui da Alice Margherita Bedini, pasticciera del Bar del Fico.

Ingredienti per 4 persone:

4 tuorli
150 g di zucchero
60 g di burro di arachidi liscio
50 g di acqua
230 ml di panna liquida da montare
5 g di gelatina (colla di pesce)
100 g di acqua
400 g di zucchero
150 g arachidi salate

Difficoltà media

Tempi di preparazione 30 minuti + 2 h per il raffreddamento

Ammorbidire la colla di pesce nell’acqua fredda. Nel frattempo, preparare uno sciroppo portando a bollore 50 g di acqua con 150 g di zucchero. Portare alla temperatura di 121 °C e spegnere il fuoco. Versare i tuorli nella planetaria, montare e aggiungere subito lo sciroppo di acqua e zucchero a filo. Montare fino a triplicare il volume iniziale. Strizzare bene la colla di pesce e aggiungerla alla panna. In una ciotola capiente, montare la panna semi ferma. Stemperare il burro d’arachidi nella panna. Iniziare ad aggiungere, poco per volta, il composto di panna e burro di arachidi ai tuorli montati. Mescolare con una spatola con movimenti lenti, dal basso verso l’alto, per non smontare. Versare il composto negli stampini monoporzione e lasciarli in congelatore per almeno 2 ore. Nel frattempo preparare il croccante: versare in una pentola 100 g di acque e 400 g di zucchero. Portare a bollore fino a ottenere un caramello biondo. Aggiungere le arachidi tostate e saltarle in padella. Spegnere i fuoco e versare il composto tra due fogli di carta forno col mattarello. Maneggiare con attenzione il croccante in fase di raffreddamento perché molto caldo. Assemblare il dolce togliendo il parfait dagli stampini monoporzione e aggiungendo un po’ di croccante.

Come cantava Mina? “Dammi il cucchiaino / Fai assaggiare un pochettino / Ma che bontà, ma che bontà / Ma che cos’è questa robina qua /Ma che bontà, ma che bontà…” Appropriato per il parfait che andrete a mangiare.

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