The Perfume Collection di Zara Home: storia di un successo annunciato

Non c’è donna e uomo che non conosca Zara, la catena di fast fashion che ha rivoluzionato la moda, e che ha costretto le grandi maison a scendere in campo con più collezioni all’anno per placare la fame di novità. Tra i fan di Zara non tutti conoscono Zara Home, ovvero i monomarca dedicati alla casa, che mandano in visibilio gli appassionati di interior design, questo perché i negozi in questo caso sono localizzati solo in poche città italiane.
Da sempre, tra tovaglie stampate con fantasie irresistibili, mille varietà di cornici e contenitori per la casa, esiste nei corner di Zara Home una linea di fragranze per interni: candele, spray ed incensi, anche questi gettonatissimi a cui si é da poco aggiunta una nuova linea di Eau De Toilette unisex: The Perfume Collection, destinata a diventare un sicuro successo, soprattutto tra gli amanti dei profumi, merito dei nomi altisonanti dei creatori. Perché in questo caso per le fragranze di Zara Home sono stati scomodati due dei nasi, o maestri profumieri, più importanti del mondo Alberto Morillas e Jérôme Épinette. Il primo, Alberto Morillas, é colui che ha creato CK One per Calvin Klein, Acqua di Giò per Giorgio Armani, Opium di Yves Saint Lauren. Il secondo, Jérôme Épinette é più specializzato nelle fragranze di nicchia, suoi diversi profumi di Byredo, Atelier Cologne e Frapin, solo per citarne alcuni.
Le sei Eau de Toilette di The Perfume Collection, racchiuse in un flacone di vetro colorato da 100 ml, disegnato da Fabien Baron, uno degli art director più importanti del mondo, e sono disponibili al prezzo di 35,99 euro cadauna nei negozi Zara Home Italia, Zara Home di tutto il mondo e su Zara Home on line. Ma scopriamole meglio insieme

1. Tonka Wood di Jérôme Épinette, é un chypre floreale con note di testa di bergamotto, limone, ribes. Cuore: violetta, iris. Note di fondo: vetiver, fava tonka e fiori pralina.
2. Floral Mistery di Jérôme Épinette, é un floreale orientale con note di testa di limone, ribes, loto. Cuore: peonia, bambù, magnolia. Note di fondo: legni bianchi, ambra e rosa pesca.
3. Absolutely Sublime di Jérôme Épinette. Note di testa di bergamotto e mate. Cuore violetta e tè nero. Fondo: zucchero di canna e legno di guaiaco.
4. Aqua Bergamota di Alberto Morillas, é un agrumato fresco e frizzante con note di testa di bergamotto verde, aroma di mandarino, limone primofiore. Cuore: neroli, ribes nero. Note di fondo: acero.
5. Cuir Velvet di Jérôme Épinette, é un boisé speziato con note di limone, zenzero, pepe di cayenna, geranio, lavanda di Provenza, elemi, patchouli, legno di sandalo australiano e note marine.
6. Evitorial Twist di Alberto Morillas. Note di testa di salvia e fiori di lavanda. Cuore: zenzero, cedro. Note di fondo: cardamomo e muschio.

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LE COQ SPORTIF E TITOLO DI NUOVO INSIEME PER L’AUTUNNO 2016

Per festeggiare il 20° anniversario Titolo ha deciso di collaborare ancora per una volta con l’amico di lunga data le coq sportif, al fine di creare una loro versione della LCS R1000. Caratterizzato da contrasti dei colori e giochi di opposti come il logo Titolo protagonista assoluto sulla scarpa destra, e l’iconico triangolo di le coq sportif presente sulla sinistra. Dopo il grande successo della prima collabarozione nel 2015, sono pronti di nuovo insieme per l’autunno 2016.

www.lecoqsportif.com
en.titoloshop.com

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OMA, The Design Museum apre la nuova London Home

The Pan-European Living Room Luke Hayes

The Design Museum ha aperto al pubblico la sua nuova casa in Kensington High Street.
Da un palazzo modernista del 1960, la nuova costruzione architettonica nasce dagli sforzi di Oma, Allies and Morrison, Arup e John Pawson.
Oma ha progettato anche l’installazione “Pan- European living room”, che ospiterà l’exhibition “Fear and love: reaction to a complex world” curata da Justin McGuirk.

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Ecco le Winter Jacket di Sergio Tacchini

Sergio Tacchini propone una selezione di capispalla da indossare per l’inverno, giacche pensate per sfidare le giornate più fredde sia in montagna che in città.
Il design prende ispirazione dal mondo dello sport, le forme e i volumi sono infatti studiati per garantire la massima vestibilità e comfort, mentre i tessuti performanti spaziano da materiali tecnici in micro ripstop e interni in softshell. I colori stagionali sono sulle tonalità del nero, dei grigi e del blu. Sono giacche dall’anima sportiva, rivisitate in chiave urbana, che ben si adattano ad un uso cittadino.

www.sergiotacchini.com

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M. Cilento & F.llo: l’importanza delle radici

Real Razza di Persano

M. Cilento & F.llo” è uno di quei luoghi in cui il diktat della moda non è mai esistito. Una sartoria dove l’aria che si respira ha il profumo della tradizione. L’atelier nasce a Napoli nel 1870. Da allora, ben otto generazioni si sono susseguite al timone e, ancora oggi, sempre un Cilento, Ugo, dediziosamente porta avanti la storia di famiglia. In quasi 237 anni nulla è cambiato nell’artigianalità del prodotto e nella ricerca continua, dove arte e know-how italiani sposano gusto e sobrietà anglosassone. Gli abiti, le cravatte, e le camicie vengono confezionati rigorosamente a mano. Come un tempo. La storica sede di Via Medina cede il posto, nel 2015, alla nuova showroom/museo di Via Riviera di Chiaia 203. Un vero e proprio passaggio di consegne, che sancisce il nuovo corso dell’azienda partenopea, incarnata anche dalla nuova collezione proposta per il 2017 e curata personalmente da Ugo Cilento. Collezione che ribadisce l’indissolubile legame tra questo atelier e la sua terra. Una linea di cravatte e foulard, in edizione limitata, interamente ispirata all’arte e alla storia napoletana, dalla Cornucopia – omaggio alla scagliola napoletana del ‘700 – al Real Passeggio di Chiaia, attraverso le piante officinali del Real Orto Botanico, risalente ai primi dell’800, fino al mito della sirena Parthenope. A spiccare, però, sono le cravatte e i foulard che Ugo Cilento, da grande appassionato del mondo equestre, ha voluto tributare a tre razze equine appartenenti al Regno delle Due Sicilie: la Real Razza di Persano, la Salernitana e la Napoletana. “La nostra ricerca mira a valorizzare i tanti tesori nascosti del nostro patrimonio. Abbiamo pensato di rendere omaggio a un’antica tradizione equina e di dare anche slancio alla rinascita di uno straordinario sito dimenticato come la Reggia di Carditello, dove queste razze venivano allevate”, racconta Ugo. Solide radici e occhi aperti al mondo fanno di “M. Cilento & F.llo” una delle realtà imprenditoriali italiane più longeve, ambasciatrice internazionale del Made in Naples.

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Cinecult: E’ solo la fine del mondo di Xavier Dolan

Quando l’attrice Anne Dorval lo presentò all’attore e regista Xavier Dolan, reduce dal successo di ‘J’ai tué ma mère’, Dolan aveva accolto con incredulità e scetticismo il copione di ‘E’ solo la fine del mondo’(Juste la fin du monde), testo di una pièce teatrale del 1990 di Jean-Luc Lagarce. Ma reduce dalle fatiche del suo capolavoro ‘Mommy’ il cineasta francese, ormai osannato dalla critica e dal pubblico internazionale anche per film come ‘Laurence Anyways’ e ‘Tom à la ferme’ ha riconsiderato la sua decisione di non affrontare quella pièce e ha scelto di dirigere e trasporre per il cinema l’opera traendone un film ad altissimo impatto emotivo distribuito in Italia da Lucky Red. Il film, che ha valso a Dolan il Gran Premio della Giuria conferitogli nell’ambito dell’ultimo festival di Cannes, è un dramma sui conflitti famigliari che hanno impedito al giovane Louis (Gaspard Ulliel) scrittore di successo, di confrontarsi con i suoi parenti più stretti per ben dodici anni. La sua omosessualità e ora la sua malattia che tornato in famiglia Louis intende rivelare alla fine di un pranzo, sono solo il pretesto per rivivere nostalgie e rimpianti viscerali che ancora lo legano alla sua vecchia casa, al fratello Antoine (un grandioso Vincent Cassel) complessato e nevrotico, e alla fragile sorella Suzanne (Léa Seydoux) che il protagonista quasi non ha visto crescere. Forte e cerebrale il rapporto con la madre, interpretata da una pirotecnica Nathalie Baye: il film si dipana in una serie di dialoghi e di primi piani serrati che non danno tregua allo spettatore che percepisce la tensione latente come una lama affilata di coltello. I personaggi fra i quali la confusa cognata di Louis Catherine (una Marion Cotillard in stato di grazia) vivono ciascuno in un isolamento fatto di fragilità, rimpianti e incomunicabilità, ciascuno segregato in un muro di gomma che impedisce alle emozioni di esternarsi nella maniera più giusta per costruire un circolo di affetti sano e armonioso nel senso più pieno. Fra ipocrisia borghese e riscatto psicologico il film è un’eccellente prova attoriale e di regia in cui Dolan sembra aver superato sé stesso con una maggiore eleganza espressiva, una maturità artistica e un’asciuttezza che non precludono ma anzi valorizzano la drammaticità e il disagio esistenziale quasi bergmaniano del protagonista. Da vedere.

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Blue & Lonesome, i Rolling Stones sono più blues che mai

Gli Stones sono tornati e lo fanno nel loro unico stile. L’album “Blue & Lonesome”, uscito a inizio dicembre, arriva a distanza di undici anni dall’ultimo lavoro in studio, “A Bigger Bang” del 2005, ed è un ritorno alle origini. O meglio, un viaggio nel blues.
12 tracce di grandi classici rivisitati in chiave Rolling Stones, come a dire: “Ehi blues, ti ricordi di quando giovani e scapestrati ti suonavamo in quell’appartamento di Chelsea? Non ci sfuggi”. Infatti, il richiamo presente in tutto il disco è a quegli inizi degli anni ’60, quando macinavano concerti nei pub londinesi, Brian Jones era ancora tra noi e si consumavano le orecchie ascoltando Muddy Waters o Eddie Taylor.
Per questo viaggio nel tempo di 45 minuti di puro, autentico blues, gli Stones hanno scomodato persino Eric Clapton, che suona la chitarra in “Everybody Knows About My Good Thing” (cover del brano di Little Johnny Taylor). Il suono è la prima cosa che colpisce. I riff di Richards sono quanto mai graffianti, la voce di Mick perfetta e potente; da incanto l’assolo di armonica in “All of your love”.
Sembra un disco che arriva da un’altra polverosa epoca, ma è quanto mai attuale, ripulito dall’anima povera e intrisa di dolore tipica della musica blues. Gli Stones hanno rivitalizzato il genere dandogli una svolta sexy, ammiccante, spregiudicata come nel video del primo singolo estratto, “Ride ‘Em On Down” – versione originale di Eddie Taylor – con protagonista Kristen Stewart. Arrogante e bad girl, la Stewart scorrazza per le strade di un’assolata Los Angeles a bordo di una vecchia Mustang blu, fregandosene di tutto e di tutti, compreso un poliziotto che prova a fermarla. In sottofondo partono in contemporanea il rullo di Charlie Watss e il riff di Richards, con la voce di Jagger che aggiunge quel tocco in più che fa venir voglia di ballare.
Quindi, lunga vita ai Rolling Stones e al blue,s che è più vivo e rotolante che mai e la band lo ha capito, come in altre occasioni, prima degli altri.

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Se il turismo diventa social

ME Milan Il Duca

Grazie al progetto #inLombardia365, promosso da Explora- DMO di Regione Lombardia, con la partecipazione di Camera di Commercio di Milano e di Unioncamere Lombardia, il turismo lombardo compie un balzo in avanti e diventa 2.0. In occasione della sua quindicesima tappa, la partnership istituzionale ha messo in risalto l’algida bellezza della città di Milano, colta in una prospettiva del tutto inedita. Una Milano vista attraverso gli scatti di talentuosi influencer e instagramer internazionali, postati poi sui loro profili social. Il programma, inserito all’interno dell’Anno del Turismo in LOMBARDIA 2016-2017, si propone di illustrare in 365 giorni il territorio regionale in tutte le sue peculiarità e sfaccettature. Al coinvolgimento dei blogger e degli influencer internazionali, che condividono senza filtri la loro esperienza corredata dall’hashtag #inLombardia365, è affidato l’upgrade del progetto. In questo modo l’iniziativa assume una rilevanza globale e coinvolge attivamente gli utenti di tutto il mondo. In particolare, il photowalk “#ViewsofMilan” ha permesso di catturare, dall’alba al tramonto, panorami mozzafiato dalle suite degli hotel più prestigiosi della città. Uno su tutti il Town House Galleria, che offre una vista particolarmente suggestiva in questo periodo dell’anno, grazie alle luci che illuminano la volta della Galleria Vittorio Emanuele II e all’albero adornato di cristalli e luci cangianti. Gli scatti fotografici realizzati durante questo tour saranno raccolti in una mostra temporanea, che andrà in scena nell’anno nuovo. L’obiettivo di far diventare la Lombardia la prima meta turistica d’Italia non sembra poi così lontano.

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Il fashion food arriva al cuore

Kris Torta alle carote

“Attraverso il cibo si parla al cuore delle persone, lo hanno capito anche i marchi di moda e del lusso”. Parola di Anna Marconi, ideatrice e fondatrice di Taste of Runway, il blog di fashion food che oggi è diventato un vero e proprio punto di riferimento di lifestyle.

Come vedi la relazione tra cibo e moda e il crescente interesse per il mondo del food?
Negli ultimi anni ho assistito a un grande cambiamento, a un interesse profondo verso il mondo del food. Specialmente da parte della moda. Quando ho lanciato Taste of Runway, nel 2011, non esisteva nulla di tutto quello che vediamo oggi, il connubio fashion-food non c’era. Prima di dare vita al sito, e quindi alla mie ricette, ho speso molti mesi a fare ricerca e ho capito che sul web, tantomeno nel mondo fisico, non esisteva nulla del genere. Così ho capito che era la strada giusta da intraprendere. Poi, nel corso dei mesi e degli anni la tendenza è esplosa, gli chef sono diventati star televisive, il fashion system ha iniziato a creare eventi che ruotano attorno al food. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe, ad esempio, nata “La vendemmia di Montenapoleone”? Anche i brand del lusso hanno capito che attraverso il cibo si parla al cuore delle persone.

Quali sono le ultime tendenze moda che hai interpretato nelle tue ricette?
Per ora sto lavorando sulla collezione fall-winter. Si vedrà molto tartan entrare nella mia cucina, un tocco di giallo mischiato ai colori tipicamente invernali e anche dell’argento che, con la carta stagnola, ci sta una meraviglia.

Non solo food, ma anche drink & people, come evolve il progetto?

È in continuo movimento. Sono passata dal fashion-food, al lifestyle, al creare intere collezioni di drink, a incontrare persone per poi cucinare i loro look. L’ultima rubrica nata grazie ad una collaborazione un po’ misteriosa è “La Jole in cucina”, una donna senza età che fa bene da mangiare, ma che ama male. Ci terrà compagnia a lungo con le sue ricette sentimentali e con lezioni di vita quotidiana. Taste of Runway nel 2011 era un blog pieno di speranze e sogni, oggi è un mini-magazine, ma sogni e speranze non sono passati.

Il tuo piatto e drink preferito?
Tantissimi! Amo preparare da mangiare, passo intere giornate davanti ai fornelli. Se proprio dovessi scegliere ti direi la pizza fatta in casa, quella che devi curare per ore prima di poterla assaporare in tutta la sua meraviglia. Anche i carciofi ripieni, la crema di zucca e patate e le polpette vegetariane. Sono la maga delle polpette e sul sito ci sono tantissime ricette. Drink preferito? In assoluto il Margarita, con sale affumicato.

Quali i tuoi posti preferiti da visitare e da gustare a Milano, Londra, Parigi e New York?
Milano sta offrendo tante novità dal punto di vista culinario e non solo. I luoghi sono tanti, ma cerco di organizzarli in una giornata. Colazione: Pavé. Pranzo: alla Latteria di via San Marco. Pomeriggio: Fondazione Prada, Mudec, o Armani Silos e una passeggiata a caso nella città correndo anche il rischio di perdersi. Cena: fusion da Wang Jiao (da provare le loro tagliatelle di riso fatte in casa).
Londra. Coffee works in Islington, un luogo molto carino dove poter lavorare. Ottolenghi per cena, cucina israeliana e medio orientale molto cool, Barbican e Tate Modern come musei. Shoreditch e East London per uscire la sera.
Parigi. Un classico al caffè de Flore. Museo al Palais de Tokyo, 404 e Petit Lutetia come ristoranti. Bon Marché per lo shopping.
NY. Per mangiare: Eleven madison park, The musket room (265 elizabeth street –  una stella michelin), Spice market (403 West 13th Street – meatpacking) asiatico fusion, chef’s table brooklyn fare (3 stelle michelin – 18 posti – solo prenotazione). Cocktail da apotheke. Maison premiere (ostriche e assenzio. ambiente stile anni ’20).

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Alla scoperta di Ciatu

Avviare una nuova attività imprenditoriale durante un grande periodo di crisi, e in una terra da sempre afflitta da alti tassi di disoccupazione, a molti può sembrare un azzardo, invece….Tutto é nato dalla voglia di Andrea Spatola di rimanere nella sua terra e valorizzare il territorio siracusano e i vecchi mestieri. Galeotto fu l’incontro con un “maestro saponaro”, uno dei pochi e ultimi che perpetua l’antica tradizione di produrre il sapone con olio di oliva e soda, un vecchio metodo che consente di ottenere un prodotto di qualità elevatissima, ma che richiede un lungo procedimento. Dall’incontro nasce Ciatu, che in siciliano vuol dire “Respiro Mio” o “Anima Mia”, (modo affettuoso con cui le nonne apostrofano i nipotini) ed é un nuovo brand che unisce il meglio del made in Italy: materie prime eccellenti, il savoir fare degli artigiani italiani e la creatività del bel paese. Nonostante sia sul mercato da poche stagioni questa linea di skincare e bodycare é in forte ascesa e, grazie alla qualità dei prodotti e al passaparola, la si può trovare in selezionate profumerie, destinate a crescere, e presto nello store del British Museum di Londra.
Ciò che rende unico Ciatu é che il brand é 100% made in Sicilia. I prodotti sono interamente realizzati a mano da artigiani del siracusano, piccole aziende familiari, utilizzando materie prime del territorio, come l’olio d’oliva, quello di mandorle dolci spremuto a freddo e il miele, tutti provenienti da coltivazioni biologiche. La linea é profumata con essenze naturali autoctone siciliane quali: arancia, limone, mandorla, zagara, ed é priva di parabeni, grazie all’utilizzo di flaconi bianchi che non fanno passare la luce ed evitano il processo di ossidazione. L’attenzione al dettaglio, alla sicilianità e alla qualità continua nel packaging, anche questo made in Sicilia; le etichette, che vengono attaccate a mano, sono stampate in una tipografia locale, così come le bellissime illustrazioni che ricoprono il packaging sono create da artisti siciliani. Disegni che ritraggono reperti archeologici e opere d’arte appartenenti al patrimonio culturale siciliano, corredati da un testo che ne spiega la storia, e che hanno fatto vincere a Ciatu un premio al prestigioso International Design Awards. E pensare che Andrea prima di creare Ciatu stava quasi per gettare la spugna ed era pronto a lasciare la sua terra in cerca di lavoro…

ciatu.it

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La Green fashion di FERA LIBENS

Il cammino verso un futuro sostenibile si può finalmente percorrere con scarpe alla moda. Direttamente dal programma Speed Mi Up, incubatore d’impresa nato dalla collaborazione tra l’Università Bocconi, la Camera di Commercio di Milano e il Comune di Milano, prende vita l’idea di due giovani imprenditori, Federico Guenzi e Francesco Virtuani, che hanno creato il brand di calzature FERA LIBENS, imperniato sui loro profondi principi etici, rivolti in particolare alla tutela degli animali. L’eccellenza artigianale e il gusto tipico del Made in Italy si rinnovano, attraverso l’utilizzo di un materiale all’avanguardia e funzionale come l’Alcantara, interamente prodotto in Italia, che sostituisce la pelle, mentre la suola è in gomma, il guardolo in tunit e l’intersuola in microporosa. L’obiettivo è quello di fornire ai clienti più esigenti, amanti del fashion luxury, un’alternativa classica e di design rispetto alle calzature che si trovano comunemente in commercio e che utilizzano componenti di origine animale. Un piccolo, importante contributo per uno sviluppo economico sostenibile.

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Cinecult: Paterson di Jim Jarmusch

Per Paterson, ‘il cellulare è un guinzaglio’, il tempo è ‘la quarta dimensione’ e ‘E’ sempre un altro giorno. Il sole sorge ogni mattina e tramonta tutte le sere’. Queste poche citazioni tratte dal film ‘Paterson’ scritto e diretto magistralmente da Jim Jarmusch e distribuito da Cinema di Valerio De Paolis racchiudono già da sole l’essenza di una pellicola d’autore acclamata come ‘film della critica’ dal Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani con questa motivazione: “commedia anti modernista e caustica che conferma e rinnova una volta di più la poetica del regista, in grado di fondere con estrema naturalezza lirismo e abituale quotidianità”. Paterson (Adam Driver), che si chiama come la città dove vive e lavora nel New Jersey, Stati Uniti, è un uomo fortunato: conduce una vita tranquilla appagato nel lavoro e negli affetti. Il suo lavoro di conducente di autobus, apparentemente abitudinario, gli consente di guardare il mondo e la società da vari punti di vista e con la percezione di un vero poeta dato che nelle pause fra una corsa e l’altra il protagonista scrive versi molto intensi. Inoltre convive, innamorato e riamato, con l’eclettica creativa Laura (Golshifteh Farahani) che si veste in bianco e nero, sogna di diventare una cantante country imparando a suonare una chitarra anch’essa bianca e nera ed è abilissima nel preparare deliziosi cupcake, sempre in tema con la sua ossessione per il black and white. La poesia di Paterson è nelle piccole cose, apparentemente ordinarie, è nel mondo della cultura black e del club dove si reca ogni sera a bere birra e a osservare la ‘commedia umana’ che gli scorre davanti agli occhi, è nella visione della vita che, secondo il protagonista, è strutturata come una scatola da scarpe, ama le poesie di Emily Dickinson, i versi di William Carlos Williams e le opere di Dante e Petrarca: Jarmusch è un grande fan della letteratura e della storia del nostro paese, passione forse trasmessagli da Benigni all’epoca di ‘Daunbailò’. Spassoso e davvero esilarante Marvin, il bulldog-personaggio di Laura e Paterson che dispettosamente fa in mille pezzi il taccuino dove il protagonista geniale ha messo nero su bianco le sue poesie. Il film fa riflettere sulle vite favolose e creative, cariche di talento e di passione vissute da persone che svolgono lavori ordinari e trasmette sensazioni positive nella reiterazione dei gesti quotidiani che lo sottraggono alla banalità e lo elevano all’eccezionalità dei sentimenti più autentici e di un’introspezione mai stucchevole. Da non perdere.

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CHRISTMAS WISHLIST BY MARCO CARTASEGNA

Il Natale è sempre più vicino. Per i vostri regali last-minute ecco 5 idee per lui, dalla tecnologia ai libri.

1. Questa nuova compatta con obiettivo intercambiabile di SONY è una bomba! È un po’ pricy, ma vi da delle foto dalla resa massima senza essere esperti smanettoni di fotografia.

2. Un sogno: avere una week-end bag di Goyard. La maison francese ti permette di personalizzare in tutto il prodotto, interamente fatto a mano, come loro tradizione dal 19esimo secolo.

3. Se come me non puoi vivere senza musica, le BeoPlay H8 di Bang e Olufsen sono un prodotto indispensabile. Belle da far impallidire tutte le concorrenti sul mercato, sono anche wireless e ovviamente fanno il loro dovere con un suono di altissima qualità.

4. Un ombrello di Pasotti non passa di certo inosservato, e aiuta ad affrontare con un po’ più di voglia le tristi giornate di pioggia.

5. Per Natale è sempre bello ricevere un libro, di quelli che ti tengono incollati e ti fanno emozionare come nessuna serie tv riesce a fare! Il Maestro e Margherita è un classico che ho letto un paio di volte, un capolavoro.

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Continua inarrestabile il successo di Chef Rubio

Vista la grande popolarità che ha acquistato negli ultimi tempi, Discovery Italia manderà in onda in prima tv assoluta e in esclusiva su DMAX canale 52 a Natale il film-tv “Unto e Bisunto – La vera storia di Chef Rubio”.
Inoltre in libreria è disponibile “Le ricette di Unti e Bisunti” il libro edito da Rizzoli che raccoglie oltre 100 ricette tra quelle raccontate da Chef Rubio nelle 3 stagioni del programma di Dmax Unti e Bisunti.
Non perdetevi queste news, e capirete come mai questo uomo piace così tanto.

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NIKE PRESENTA AIR FORCE 1 ULTRAFORCE MID

La Nike Air Force, una scarpa che ha l’innovazione della performance per il basket incisa nel suo DNA, resta al centro dello stile sportivo e di ciò che Nike definisce “la nuova generazione di Force” — una gamma di modelli per il lifestyle, che include ora la Air Force 1 UltraForce Mid.
Il risultato è una scarpa traspirante con listelle riflettenti sulla linguetta e sul retro, che sono state inserite nella Nike Air Force 1 UltraForce Mid, così da renderla più facile da indossare.

 Nike.com

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Fashion For Like: uomini che “seguono” la moda

Nick Wooster, Oliver Cheshire, Gianluca Longo sono soltanto alcuni degli IT name di una generazione di trendsetter che, tramite la propria pagina social e un post iconografico, riescono a spingere, veicolare o “illuminare” una tendenza.
Perché anche la moda maschile, complice l’antesignano Bryan Boy una sorta di papà dei venturi fashionblogger, passa attraverso il canale – o l’hashtag – della visibilità e della condivisione.
Che siano paesaggi urbani, contesti industriali o momenti di vita quotidiana, nella giungla avventurosa del man’s fashion si muove una varietà di fauna non indifferente.
Galeotto fu The Sartorialist, cominciando a fotografare outfit di uomini in giacca e cravatta, che discutevano davanti ad una scrivania: nasceva così, pochi anni fa, quell’esigenza social di avere un panorama estetico di riferimento, un mondo tutto declinato al maschile che, seppur con qualche azzardo e nei guizzi più estremi, rappresentasse un abbecedario di stile, una vasca-contenitore da cui piluccare idee e trendy tips.
Jonathan Daniel Pryce (@garconjon), ad esempio, coniuga perfettamente ricerca e fotografia: i suoi scatti in giro per il mondo, immortalando look e angoli di bellezza, incorniciano perfettamente l’Uomo nel suo habitat contemporaneo. Un raggio di luce fra i palazzi suburban inglesi, un set fotografico, ogni dettaglio, contribuiscono alla grandiosità dell’insieme: il bisogno di avere uno stile, un’identità.
Che abbia un sapore più gentleman, su tutti gli outfit dandy di Matthew Zorpas (@matthewzorpas), o si armonizzi con accenti e noti grunge, virando in geometrie e contorni di pura avanguardia come i look proposti dal giovanissimo Karlmond Tang (@karlmond), poco importa: il focus nella moda maschile al tempo dei social resta comunque quello di prendere ispirazione, di scavare e poi di scegliere, trovando il coraggio di affermare un personalissimo senso della moda sul self, oltre ogni auspicabile Like.
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CHRISTMAS SUGGESTIONS

Ha collaborato Orsola Amadeo

E il (gentle)man che piace tanto a MANINTOWN? Non lo abbiamo dimenticato. Perfetti per chi ricerca l’eleganza anche a Natale gli occhiali della The MOSCOT Clip Collection. In particolare ci siamo innamorati del modello ZEV tartarugato, a forma rotonda, da vero dandy intellettuale.

Se si parla poi di dandy non può mancare una pochette che spunta dal taschino della giacca, abbiamo scelto questa di Belsire, con disegni paisley blu su base, ovviamente, rossa.

Eleganza al maschile è anche sinonimo di cravatta e quelle del nuovo marchio Loïc et giL ci sembra rappresentino al meglio quello charme discreto, ma irresistibile, che da sempre rende questi accessori i compagni ideali dell’uomo in tutti i suoi momenti sociali. Qualità altissima, seta di Como e confezione italiana, mentre il cervello dell’azienda è a Ginevra e i decori delle cravatte provengono direttamente dall’esperienza di Paolo Luban, fondatore del marchio e collezionista d’arte astratta. Loïc et giL esiste in tanti motivi, in mille raffinate nuances, dal mint green al powder pink, dal military green al magenta, dal cold grey al green tea, ed esiste in due taglie (M da 150cm e L da 160cm), praticamente su misura. Un regalo così vi farà fare un figurone.

Anche un orologio deve essere nelle wish list degli uomini attenti allo stile. Ci piace questo di David Nicholson con cinturino in pelle dark brown effetto vissuto e dettagli in oro. Davvero superchic.

Mentre i più ricercati apprezzeranno la pregiata Cigar-Box in legno proposta da Berluti. In questo caso il contenuto è a parte.

E con un buon sigaro, dopo il cenone di Natale perché non un bicchiere di un ottimo liquore ambrato? Il rum guatemalteco Zacapa®, considerato tra i migliori al mondo, presenta Zacapa Royal, un distillato d’eccellenza affinato in botti d’eccezione, fatte di rovere francese e provenienti da quattro foreste in passato appartenute ai reali di Francia, conosciute col nome di Le Bois du RoyTM. Il liquore è stato meticolosamente distillato da Lorena Vasquez, che ha selezionato i rum più rari e maturi e ha sviluppato, applicando il Sistema Solera, un lento processo di invecchiamento che utilizza diversi tipi di botti per dare al liquido una complessità e intensità di note unica. Per intenditori e buongustai.

Per finire non può mancare il mondo beauty. Un cugino o un collega un po’ vanitoso lo abbiamo tutti e noi abbiamo pensato anche a lui.
L’Erbolario propone Black Juniper, Ginepro Nero, un linea che comprende Profumo, Lozione Deodorante, Shampoo Doccia, Sapone Profumato e Lozione Dopobarba. Prodotti tutti all’insegna della protezione della cute, in cui è protagonista l’effetto energizzante del Ginepro, unito di volta in volta ad altri elementi naturali che hanno qualità detergenti, sebo-equilibranti, idratanti e così via.

Un’idea regalo anche da Aesop, azienda da 29 anni nel mondo beauty, che propone i Kit Regalo della collezione intitolata “Pursuits of Passion”, che celebra sei naturalisti a lungo idolatrati per i loro scritti e i loro lavori. Le custodie dei kit sono decorate con le illustrazioni dell’artista norvegese Bendik Kaltenborn. La gamma è composta da un trio di formulazioni nutrienti per la Cura dei Capelli, quattro prodotti per la Cura delle Mani e del Corpo, e un set di prodotti della linea per la Cura del Viso Parsley Seed. Potete saperne di più su aesop.com.

Ce n’è davvero per tutti i gusti. Noi abbiamo adocchiato già qualcosa, speriamo di aver fatto nascere anche in voi alcune idee. Non ci resta che augurarvi: Buone Feste!

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Tom Tom Touch: un braccialetto fitness per misurare massa, grassa e magra

Il suo nome è TomTom Touch ed è uno smartband, che permette a chi lo indossa di ricevere costantemente informazioni sulla propria forma fisica, come la frequenza cardiaca al polso, di rilevare i passi, i tempi di attività e le calorie bruciate, la distanza percorsa e le ore di sonno. Non si tratta certo del primo braccialetto studiato per seguire l’attività fitness: sul mercato se ne possono trovare, ormai, di tutti i tipi. Qual è, quindi, la novità? TomTom Touch misura anche la percentuale di massa grassa – ovvero la totalità di lipidi presenti nel corpo umano – e di massa muscolare – cioè la parte di massa di un organismo che esclude il grasso di deposito. Il tutto nella maniera più facile, e ovviamente smart, possibile: semplicemente toccando un pulsante.
Ed ecco che è possibile visualizzare tutti i traguardi raggiunti dal nostro organismo, perché se è vero che l’attività fisica fa bene al corpo e alla mente, indipendentemente dai manigliotti dell’amore, fa sempre piacere sapere di aver perso quel centimetro in più: «TomTom Touch rende gli altri rilevatori obsoleti – rivelano dalla casa madre – perché rileva non solo i passi, il sonno e la frequenza cardiaca, ma anche la composizione corporea. Se vuoi essere più forte, in forma e snello devi conoscere tutte queste informazioni».
Il dispositivo, acquistabile sul sito ufficiale al costo di 149 euro, ha un’autonomia di cinque giorni ed è impermeabile, consentendo di indossarlo anche sotto la pioggia, è touchscreen e permette di visualizzare direttamente sullo schermo le notifiche relative al proprio smartphone, per quanto riguarda gli SMS e le chiamate.
Lo smartband personalizzabile, grazie a cinturini di diversi modelli e colori, è integrato dall’applicazione TomTom Sports, dove è possibile registrare obiettivi e risultati, e di leggere statistiche e progressi. Secondo l’azienda, «Indipendentemente dal telefono che si utilizza, si potrà creare un account e analizzare le statistiche, impostare e visualizzare gli sviluppi sul computer. Se il cellulare è compatibile si potrà anche scaricare e utilizzare l’app TomTom MySports, sincronizzando i dati tramite Bluetooth, per essere sempre aggiornati sui miglioramenti, pure sullo smartphone».

www.tomtom.com

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Spartan race, streetwork e kravfit, dagli sport del momento nascono spunti per il guardaroba

Le nuove discipline sportive, mutuate nella quotidianità cittadina, entusiasmano gli addicted e accendono la curiosità di coloro che amano superare i propri limiti nel daily workout. Certo, la temerarietà di affrontare le fredde giornate non manca a coloro che decidono di praticare sport estremi, anche se inseriti in un contesto urbano. Inoltre, tali novità diventano ispirazione per i brand nella creazione di prodotti ad alto tasso performante ed estetico. La gara ad ostacoli numero uno al mondo, la Spartan Race, è da poco sbarcata in Italia. Sfida tutti coloro che vogliono oltrepassare i proprio limiti e si basa su 3 format di competizione: 5km (Sprint), 13km (Super) e 20km (Beast), da coprire affrontando fango, acqua, fuoco e ostacoli. Alcune label hanno puntato molto su questa pratica sportiva, progettando abbigliamento in grado di offrire supporto e dinamicità e garantendo la massima libertà di movimento. Tomaie ergonomiche che aderiscono perfettamente al suolo, anche nei casi di permeabilità; drenaggi integrati che permettono all’acqua di fuoriuscire facilmente dalla scarpa e tessuti auto-traspiranti altamente elasticizzati, sono le caratteristiche fondamentali di questo sportswear (altri eventi su roger.com).
Alla base della Spartan Race c’è una buona preparazione atletica che un’altra disciplina, come lo Streetwork, può fornire. Nato da un’idea di Claudio Ciolli, lo Streework è la fusione di diversi sport e può essere svolto sia in città, che in montagna o al mare. Si possono utilizzare muretti, panchine, alberi e tutto quello che la Natura ha da offrire per fare workout, sia autonomamente che guidati da un coach. Ogni singolo allenamento dello streetworker è definito Round e ogni palestra o centro sportivo che lo pratica viene chiamato Garage. Immancabili nel guardaroba degli appassionati di questa disciplina sono quegli indumenti dal design a compressione. In grado di avvolgere e riscaldare il corpo, proteggendolo dalle intemperie, offrono supporto e riducono la rigidità muscolare. La maggior parte di essi, inoltre, sono realizzati in tessuto antimicrobico e con traforatura al laser, per prevenire la formazione di cattivi odori e per mantenere la pelle fresca e asciutta. Le stesse caratteristiche tecniche, unite a finiture idrorepellenti per tenere sotto controllo l’umidità e a speciali dettagli anti-abrasione, sono presenti nelle proposte messe a punto per il Kravfit, la neodisciplina che prende spunto dalle pratiche di autodifesa. Iriada Gjondedaj, la sua ideatrice, presidente dell’Associazione Sportiva Krav Maga Defence Solution, trasforma in passi le migliori tecniche della difesa personale, combinandoli con la passione per il fitness e per la musica. Un programma che prevede un’alta intensità cardiovascolare, una buona dose di tonificazione e flessibilità, nonché una forte carica, per reagire automaticamente in modo difensivo. Le nuove tendenze di sportswear così performanti si riflettono anche sulle ultime passerelle del ready-to-wear e coinvolgono pure il settore ottico e tecnologico. Un esempio su tutti, grazie a speciali lenti avanguardistiche si possono tenere sott’occhio gli allenamenti.

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S&X By Rankin: un profumo che osa

S&X nasce dalla collaborazione dell’iconico fotografo Rankin con la fragrance designer Azzi Glasser, creatrice del proprio brand The perfumer’s Story by Azzi.
Il profumo è la traslazione di immagini e percezioni: ciò che Rankin riesce a fare con l’obiettivo, catturare l’essenza in fotogrammi, Azzi sa farlo col senso olfattivo, racchiudendo in un flacone il desiderio di qualcosa di provocante, misterioso ed eccitante.

 www.theperfumersstory.com

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MILANO, APRE SAKEYA LA PRIMA “HOUSE OF SAKE” ITALIANA

SAKzzzzzzzzzxzxzxzxzxzx<zx<EYA segue l’esperienza internazionale delle principali capitali del life-style mondiale, da New York a Londra, dove da tempo esistono ed hanno grande successo location dedicate al consumo ed alla divulgazione del Sake.
SAKEYA nasce grazie all’intraprendenza di Lorenzo Ferraboschi e Maiko Takashima, fondatori di Sake Company, principale distributore italiano di etichette d’alta gamma e della Sake Sommelier Association. SAKEYA è un progetto che gode del patrocinio diretto delle prefetture giapponesi, interessate a promuovere all’estero il proprio territorio. Un punto di riferimento per gli appassionati di Sake e di cultura giapponese. La cantina di Sake più grande d’Europa, la cucina sapiente dello chef Masaki Inoguchi, uno staff giapponese ed italiano di altissimo livello, un concept friendly che unito alla cura del servizio fa di Sakeya un luogo speciale.

www.sakeya.it

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Sennheiser a Miami: shape the future of Audio

In qualità di Official Audio Partner di Art Basel a Miami, Sennheiser, l’azienda leader nella tecnologia avanzata di strumenti audio, presenta Sound Tank, la scultura mobile di 4000 watt, realizzata dall’artista tedesco Nik Nowak in collaborazione con il leggendario bassista di Miami Nil Case.
L’opera, parte del progetto Future Audio Artist Program fa vivere ai visitatori una sorta di esperienza sensoriale, grazie anche alla tecnologia AMBEO, che permette l’ascolto in 3d per una vera e propria immersione nel mondo del suono.

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NICOLE FEDELE, VANTO MADE IN ITALY DEL PARAPENDIO

Derivato del paracadute, il parapendio è un mezzo per volare sempre più attraente. Sembra un hobby più che uno sport, eppure fondendo le due accezioni potremmo definirlo semplicemente “passione”. Da sempre associato a un’idea di libertà, il parapendio è, invece, una vera e propria disciplina sportiva e come tale ricca di competizioni, nazionali ed internazionali, che comportano coppe e medaglie. Il vanto di casa nostra, però si chiama Nicole Fedele. Classe 1984, è una giovanissima friulana che ha già collezionato tante qualifiche: pilota biposto e competitrice di alto livello, aiuto-istruttore e guida esperta per il volo libero in Friuli e Slovenia. Innumerevoli le sue premiazioni, tra le ultime, nel 2015, medaglia di Bronzo individuale Campionato Mondiale FAI, 1° posto femminile, 10° posto assoluto Nordic Open e record del mondo di distanza in linea in Brasile con un volo di km 401 (prima donna al mondo a rompere il muro dei km 400). Conosciamo meglio questa giovane esperta.

Nicole, come ci si innamora del parapendio? In particolare, cosa le ha fatto scattare il “colpo di fulmine” per questa attività?
È stato amore a prima vista, come ho alzato gli occhi al cielo e ho visto per la prima volta questo “oggetto volante” che veleggiava fra le nuvole il mio pensiero è stato: “Qualunque cosa sia, voglio farlo anch’io!” E da lì tutto ha avuto inizio. Ovviamente non tutti si appassionano al parapendio nella stessa maniera, né lo vivono con lo stessa intensità. Per alcuni è un modo come un altro per staccare la spina, uscire dalla routine quotidiana, condividere un pomeriggio o una giornata con gli amici mentre per altri è una sfida continua, un gioco in cui non si smette mai di imparare, uno strumento per testare i propri limiti e cercare di migliorarsi, un veicolo silenzioso con cui scoprire luoghi remoti e ancora inesplorati.

Riesce a descrivere e a farci comprendere a parole la sensazione del volo?
A parole è difficile anzi oserei dire impossibile descrivere le sensazioni che il volo può trasmettere. Vi invito a guardare un breve video, girato di recente, che secondo me rende perfettamente l’idea di cosa si provi a stare sospesi, da soli in mezzo alla natura più vera ed incontaminata, sentire l’adrenalina pura che scorre nelle vene e l’energia che ti avvolge come un’aura invisibile.

Le è mai capitato di trovarsi in pericolo o vedere qualcuno in situazione di pericolo durante il volo? Come ha reagito?
Posso dire che in 15 anni di volo ne ho vissute e viste parecchie. Spesso fa più effetto vedere dall’esterno un altro pilota vivere situazioni di pericolo, perché non sai mai se sarà in grado o nella condizione di poter reagire prontamente, pertanto osservi quello che accade con un senso di totale impotenza. Certo è che in questo sport l’esperienza si fa quasi sempre sul campo – forse dovrei dire “in cielo” – dai libri si possono apprendere molte nozioni, ma la pratica è un’altra cosa. Non esiste un vademecum che ti insegna come comportarti in una determinata situazione, piuttosto che in un’altra. Spesso tutto accade nell’arco di pochissimi secondi ed è fondamentale avere la prontezza e l’esperienza per saper reagire nella giusta maniera, evitando di peggiorare le cose. A distanza di qualche anno gli incidenti che ho avuto non li vedo più come un’esperienza negativa, ma fanno parte del bagaglio di esperienza che mi porto dentro: mi hanno insegnato che non bisogna mai abbassare la guardia e mai sfidare troppo la Natura.

È uno sport adrenalinico per eccellenza. Cosa consiglia a chi vuole intraprenderlo?
Il modo migliore, ovvero quello più sicuro, per avvicinarsi a questo sport è quello di fare un volo in biposto con un pilota abilitato e possibilmente esperto e/o frequentare un corso presso una scuola di volo certificata dall’Aeroclub d’Italia.

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Liu Jo Uomo rinnova la partnership con il Bologna Fc

Il Bologna Fc 1909 e Liu Jo Uomo annunciano il rinnovo della partnership che li vede collaborare dal 2015 anche per la stagione 2016-2017. Per il secondo anno infatti Liu Jo Uomo vestirà la squadra e la società fornendo la nuova divisa ufficiale e una selezione di capi informali. Il mondo Liu Jo è da sempre vicino alle eccellenze e l’unione con il Bologna Fc è in perfetta sintonia con i valori dell’azienda: dinamicità, teamwork e passione. La recente apertura del nuovo Store Liu Jo Uomo nel centro di Bologna rafforza ulteriormente la presenza del brand su un territorio da sempre attento all’innovazione e alle tendenze.

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Nike sfida i limiti della corsa con Breaking2

Abbattere il muro delle due ore nella maratona dei 42,195 km. È questa la sfida, mai tentata prima e dal sapore quasi impossibile, lanciata da Nike. Il team Breaking2, composto da esperti appassionati e con esperienza di biomeccanica, coaching, design, ingegneria, sviluppo dei materiali, alimentazione, psicologia e fisiologia dello sport, sta lavorando meticolosamente già dal 2014 allo sviluppo di una calzatura che permetta agli atleti selezionati di affrontare qualsiasi variabile contingente della gara e di esaltare il loro grande potenziale. Il keniano Eliud Kipchoge, l’etiope Lelisa Desisa e l’eritreo Zersenay Tadese sono i tre idonei e coraggiosi atleti che tenteranno l’impresa, prevista nel 2017. La competizione è aperta.

www.nike.com

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A Natale al cinema, una valanga di film sotto l’albero

Babbo bastardo 2

Natale sta arrivando e con esso non solo una valanga di dolci e di doni. Sotto l’albero ad animare le giornate di festa troveremo anche tanti film, lungometraggi festosi e divertenti carichi di positività e ottimismo da vedere e rivedere. Cominciamo dai classici che sono un’occasione da non perdere, protagonisti di una stagione dorata del cinema hollywoodiano. In testa alle preferenze di grandi e piccini troviamo ‘Mary Poppins’, l’allegra istitutrice dalla borsa magica e ‘Tutti insieme appassionatamente’ sul miracolo della famiglia e dell’amore, entrambi interpretati dall’icona childish Julie Andrews. A seguire in programma per i più romantici i cult ‘Bianco Natale’ del 1954 e ‘La vita è meravigliosa’ del 1946 fino a ‘Scrooge’ tratto da ‘Canto di Natale’ di Charles Dickens, storia di un avaraccio molto facoltoso e cinico che considera il Natale una fatuità. Gli faranno cambiare idea degli spiriti in visita. E veniamo ora al menu dei film proposti dalle sale cinematografiche per il Natale 2016. Ci sono i film italiani e quelli di animazione ma anche le saghe fantasy e fantascientifiche il tutto all’insegna della comicità, degli effetti speciali e della fantasia. Dall’Italia con furore arriva una sfilza di commedie brillanti. Da ‘Un Natale al Sud’ di Federico Marsicano con Massimo Boldi e Paolo Conticini ambientato in parte nel Salento passando per ‘Natale a Londra-Dio salvi la regina’ di Volfango De Biasi con Lillo e Greg e Paolo Ruffini nel ruolo di chef impegnati nella missione di rapire i cani di Sua Maestà, fino a ‘Poveri ma ricchi’ diretto da Fausto Brizzi con Christian De Sica, Lucia Ocone e Anna Mazzamauro su una famiglia folkloristica del Lazio che vince una grande somma alla Lotteria e decide di andare a fare la vita da ricchi a Milano e ‘Non c’è più religione’ di Luca Miniero (già regista di ‘Benvenuti al Sud’) in cui Claudio Bisio, Alessandro Gassman e Angela Finocchiaro cercano di rinnovare e salvare la tradizione del presepe in una piccola isola del Sud. Non ultimo ‘Fuga da Reuma Park’ la commedia futuribile diretta da Aldo, Giovanni e Giacomo. Per chi lo avesse perso alla Festa del Cinema di Roma dove si è aggiudicato il Premio speciale conferito dal pubblico c’è l’intenso ‘Captain Fantastic’ diretto da Matt Ross e distribuito in Italia dalla Good Films con un impareggiabile Viggo Mortensen, padre progressista e un po’ hippy e la sua ‘squadra’ di rampolli addestrati per sopravvivere nella foresta incontaminata e orfani di una mamma emotivamente problematica. Sempre dalla festa del cinema di Roma arriva nelle sale ‘Florence’ diretto da Stephen Frears e distribuito da Lucky Red, storia vera tratta dalla vita di una diva brillante che decide di dedicarsi al bel canto pur essendo completamente stonata. Cast da grandi occasioni: una grande Meryl Streep e un magnetico Hugh Grant proiettati negli anni’40. Per i patiti della fantascienza c’è ‘Rogue One-a Star Wars Story’ della Walt Disney Studios Motion Pictures, lo spin-off della saga di ‘Guerre Stellari’ nel quale un gruppo di ribelli è impegnato a rubare i piani della ‘Morte Nera’, arma di distruzione di massa in costruzione. Dedicati ai fan dell’animazione ‘Una vita da zucchina’, ‘Oceania’ spettacolare della Disney, ‘Rock dog’ sulle avventure di un giovane mastino tibetano, gli episodi nuovi di ‘Peppa Pig’ e il poetico ‘Le stagioni di Louise’ di Jean François Laguionie basato sulla memoria e i ricordi di un’anziana signora persa in un paesaggio surreale, film che si avvale nel doppiaggio in italiano della voce di Piera degli Esposti. Cinico e spassoso ‘Babbo bastardo 2’ distribuito da Koch Media in cui il premio Oscar Billy Bob Thornton torna al cinema nei panni del rapinatore Willie Soke che, ritrovandosi col suo assistente di un tempo Marcus (Tony Cox) decide che forse è giunto il momento di tornare sulla retta via ma fino a che punto riuscirà a mantenere i buoni propositi? Divertente anche ‘La festa prima delle feste’ distribuito dalla Universal Pictures International Italy diretto da Will Speck e Josh Gordon con Jason Bateman, Olivia Munn e Jennifer Aniston in cui per scongiurare la chiusura di una società e il conseguente licenziamento dei dipendenti il fratello scapestrato dell’amministratore delegato decide di radunare i colleghi e organizzare un’epica festa di Natale nel tentativo di fare colpo su un potenziale cliente, e concludere così una vendita che potrebbe salvare i loro posti di lavoro. E ciliegina sulla torta, il film imperdibile con Kevin Spacey e Christopher Walken diretto da Barry Sonnenfeld distribuito da Lucky Red in cui un miliardario cinico e molto dedito alla carriera cerca di recuperare il rapporto con la famiglia trasformandosi accidentalmente in un gatto. Buona visione e buon Natale cinefilo a tutti!

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MICHAEL PARTOUCHE TRA ROCK E PROFUMI

Ha il côté del musicista rock, per lungo tempo é stato il chitarrista di una band, i Rodeo Massacre, che suonava psychedelic rock. Capelli lunghi, grande cappello nero, corpo tatuato, fisico emaciato, jeans cuciti addosso, di nero vestito. Difficile immaginarselo con un camice bianco dietro il bancone di una farmacia, eppure Michael Partouche oltre a essere un rocker è un farmacista, solo che a un certo punto la musica è diventata così importante che ha mollato il lavoro sicuro per dedicarsi completamente al rock trasferendosi nella città mecca dei musicisti: Londra. Come spesso succede il gruppo si scioglie per divergenze creative e Michael ritorna a Parigi a fare quello per cui ha studiato, ma soffre per la stanzialità e per l’assoluta mancanza di creatività che caratterizza quel lavoro. Che fare dunque? Come unire le sue due carriere? La risposta gli viene naturale. Creare una linea di profumi che racchiuda le sue esperienze. Nasce così ROOM 1015, il cui nome si ispira a quello di una stanza d’albergo, dell’Hyatt Hotel, resa famosa durante un tour degli Stones negli anni ’70, quando Keith Richards quasi la distrusse. Leggenda vuole che da allora le band che suonavano a Los Angeles avessero l’abitudine di prenotare la stanza per fare feste dopo il concerto….

Musicista e farmacista, ha seguito le orme di qualcuno in famiglia? In realtà no, nella mia famiglia non ci sono farmacisti e solo mio zio suona la chitarra, ma non é un musicista.

Quando é nato l’amore per la musica? Già da piccolo, a sei anni, amavo il rock. I miei qualche anno dopo mi hanno regalato la mia prima chitarra, poi quando hanno visto che mi piaceva suonare e non era una passione momentanea é arrivata la mia prima Gibson, con la promessa però che avrei portato avanti anche gli studi in una materia che mi avrebbe assicurato una professione.

Perché farmacia? Da ragazzo mi sarebbe piaciuto fare il veterinario ma per essere ammessi alla facoltà bisognava avere una media alta, e io non l’avevo, così scelsi farmacia.

Le piaceva? Mi sono accorto di avere una passione per la cosmesi, oltretutto era uno degli indirizzi della facoltà, insieme a farmacia industriale e farmacia classica, solo che la musica prendeva molto del mio tempo. Al terzo anno al momento di scegliere l’indirizzo di specializzazione sono stato titubante perché la cosmesi mi attraeva ma l’unico modo per potermi dedicare alla band era proseguire gli studi in farmacia classica, perché una volta laureato avrei avuto la possibilità di lavorare con degli orari tali da continuare a suonare.

Come mai una linea di profumi e non di cosmesi? Perché la profumeria é il giusto mix tra i miei studi in farmacia e il mio lato creativo. E’ stata una scelta che é venuta naturale.

Crea lei i profumi? No io partecipo al processo insieme a due nasi talentuosi, le profumiere di Flair Anne-Sophie Behaghel e Amélie Bourgeois, anche se sto cercando di imparare il più possibile in modo da essere più indipendente, il fatto di non essere un profumiere però mi permette di confrontarmi con diversi nasi e questo é stimolante.

Qual l’ispirazione dietro ROOM 1015? La musica naturalmente, la mia storia.

Al suo strumento ha dedicato una fragranza di ROOM 1015, la prima giusto? Sì, Electric Guitar. Ho cercato di riprodurre il profumo della mia prima Gibson: l’odore del legno, del metallo delle corde, della laccatura, la vernice, un profumo unico che mi porto ancora dietro. Ho aggiunto poi un tocco vintage, leggermente polveroso con le note di iris e noce moscata. Nella fragranza ci sono poi anche note di limone, salvia, legno di cedro, legno di quercia e muschio. Volevo che fosse fresco ed elettrico.

Le fragranze di ROOM 1015 hanno una firma olfattiva? Tutte hanno tra gli ingredienti il muschio e il bergamotto. Amo le fragranze fresche e semplici, facili da indossare.

Prima di fondare la sua linea quale era il suo profumo preferito? Per 13 anni ho usato CK One, che incarna perfettamente il tipo di fragranza che amo.

Bella l’idea sul sito di ROOM 1015 di far fare le review dei profumi ai musicisti, tatuatori ed altri creativi. In realtà stiamo lavorando a delle collaborazioni con artisti…..di cui ancora non posso svelare niente.

A proposito di cosmesi ci parla dei prodotti che usa per la sua beauty routine. Ho sempre amato curarmi. Per il viso uso Hydraskin di Darphin, che alterno a Hydrating B5 di SkinCeuticals, un siero a base di acido ialuronico. Per radermi i prodotti di Truefitt & Hill. Per i capelli shampoo e balsamo di Davines e per lo styling i prodotti di Bumble and Bumble.

Colleziona qualcosa? Chitarre e vecchi amplificatori.

Social media, siti internet app cosa consulta di più? Facebook e Instagram e poi un App creta da mia moglie Nowwhere che raccoglie i consigli dei creativi, musicisti, tatuatori, etc su dove mangiare, dato che siamo sempre tutti perennemente in viaggio per lavoro….

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HIDE&JACK: LE SNEAKERS MADE IN ITALY

Creato dal giovane imprenditore veneto Alberto Franceschi, HIDE&JACK è il marchio ispirato a “Lo strano caso del dr. Jeckyll & Mr Hyde”. Filo conduttore delle collezioni è infatti la reinterpretazione contemporanea e giocosa del concetto di dualismo, che vuole sottolineare come il modo di vestire di ciascuno possa nascondere una doppia personalità. Minimal sneakers che mostrano tratti forti e decisi attraverso il contrasto di colori di suole e tomaie, rimanendo fedeli al 100% alla tradizione del Made in Italy nell’utilizzo dei materiali.

hideandjack.com

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CHRISTMAS SUGGESTIONS

Ha collaborato Orsola Amadeo

Una gallery per i regali natalizi last minute? Diciamoci la verità, nessuno è mai preparato così in anticipo sui regali da fare a Natale e alzi la mano chi lo è quest’anno! Noi abbiamo pensato di suggerirvi qualcosa, non tanto per dei piccoli cadeux da comprare all’ultimo momento, ma proprio per quei disperati, come il sottoscritto, che non hanno ancora iniziato ad acquistarne uno. Mentre scriviamo, visto che questa gallery è, ovviamente, declinata al maschile ci è venuto da chiederci: “E se pensassimo anche a cosa vorremmo farci regalare o, ancor meglio, cosa ci potremmo regalare noi, senza stare ad aspettare che qualcuno abbia una illuminazione divina e capisca cosa desideriamo?”. Insomma, questa è una gallery di suggerimenti di regali natalizi, scegliete voi se per parenti o amici, oppure se il regalo decidete di farlo a voi stessi!

Iniziamo questa carrellata con una tradizione natalizia: il maglione della nonna, quello con grafiche terrificantemente di stagione, da indossare rigorosamente in questo periodo. Sono molti i fan di questi capi a volte improponibili, per questo la National Basketball Association (NBA), dopo il grande successo dello scorso anno, ritorna con la propria collezione di maglioni “brutti” e natalizi: gli NBA Ugly Sweater! In 30 colorazioni diverse, pari alle squadre NBA, da sfoggiare a partire dal terzo venerdì di dicembre, cioè il 16, ovvero l’ “Ugly Christmas Sweater Day”, che impone un dress-code obbligatorio sia per l’ufficio, sia per il tempo libero. Li trovate online all’indirizzo nbastore.eu. Non proprio stilosi, ma sicuramente divertenti e a tema.

Rimaniamo in tradizione, con il colore di stagione: il rosso. Questa volta, però siamo decisamente più allineati con lo stile, perché si ispira alle lacche cinesi il colore che per Ports 1961 va a spezzare l’imperante nero e ci ha conquistato la proposta del marchio disegnato da Milan Vukmirovic: il backpack ricamato ton sur ton, con il motivo a stelle caro al designer. Da mettere subito in wish list e usare anche dopo la stagione natalizia.

Il rosso torna in tante proposte, alcune più legate al guardaroba e altre più alla nostra casa e al lifestyle.
Si va dall’indispensabile, per questi freddi, beanie in lana di Canada Goose, in cui il colore natalizio è spezzato da piccole grafiche bianche quasi a ricordarci che la neve è dietro l’angolo, al giaccone di Haglofs, marchio svedese le cui proposte ci fan pensare subito alla montagna. Quindi, se i monti sono la vostra destinazione suggeriamo per voi, o come regalo per chi farà parte della vostra comitiva, le racchette da neve di Ferrino o la spiritosa berretta imbottita di Brekka, con tanto di paraorecchie.

Innovativa, come da dna del marchio, la proposta di Oakley, piacerà a chi ama gli sport invernali alle prese con temperature proibitive. La tecnologia delle lenti riscaldate Prizm Inferno utilizzata per evitare l’appannamento, grazie ad un modulo di alimentazione leggero, integrato alla maschera Line Miner, e alla pressione di un semplice bottone. Un riscaldamento in tre minuti, che fa evaporare l’umidità, ma non è sgradevole per chi sta indossando la mascherina per sciare. Sembra quasi avveniristico, invece è più che attuale.

Per il viaggio anche il trolley rigido di Mandarina Duck acquisisce una tonalità cromatica indiscutibilmente intonata al Natale. Siete amanti delle moto o conoscete qualcuno che lo è? Fra i regali potremmo allora consigliarvi i guanti in pelle da moto con dettagli protettivi di Dainese, ma anche il casco di Nolan N21 Visor, per scooteristi, e anche per chi usa moto un po’ più turistiche, la visiera ultrawide infatti è antigraffio, protettiva e consente una visuale maggiore. Il dettaglio che ci ha conquistato? Il design che ammicca al vintage, pur essendo tutto all’insegna della contemporaneità.

Se il lui a cui volete fare un regalo è amante della velocità, però pure un po’ pantofolaio? Perché non regalargli un modellino storico della Maserati da esibire sulla scrivania? O, ancor meglio, il libro “Maserati: The Evolution of Style”, edito da Rizzoli, che traccia il percorso di questo nome importante dalla nascita nel 1914, grazie ad Alfieri Maserati e ai suoi tre fratelli, Bindo, Ernesto ed Ettore, fino ai giorni nostri.

Il regalo perfetto per l’amico che ama la musica? Di Teac il giradischi rosso a cinghia 33/45 con uscita phono, linea e USB. E se l’amico – o il fratello o voi stessi, ma ci siamo capiti – ama la fotografia? La Nikon Coolpix B500 garantisce un’elevata qualità dell’immagine, coniugata alla semplicità d’uso. Un potente zoom ottico mette il fotografo al centro dell’azione, mentre il controllo zoom laterale assicura stabilità. Se si aggiungono un monitor inclinabile, per punti di vista davvero esclusivi, e la possibilità di mantenere connessa la fotocamera allo smart device con SnapBridge, è facile capire che un regalo così potrebbe essere molto gradito.

TO BE CONTINUED…

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Gaetano Pesce in mostra a Firenze: il mondo è donna

Espone a Firenze fino all’8 febbraio, nelle tre nuove sale del Museo del Novecento, l’architetto e designer Gaetano Pesce. La mostra, intitolata “Maestà tradita”, non è stata inaugurata dall’artista per motivi di salute, ma l’opera inedita – la maestà tradita, appunto – grande scultura di donna, è stata presentata in Piazza Santa Maria Novella di fronte alla famosa basilica progettata da Leon Battista Alberti per la famiglia Rucellai nel 1470. Pesce avrebbe voluto posizionare la sua opera in Piazza della Signoria, ma il sindaco della città, Dario Nardella, non ha dato il consenso. In attesa della grande scultura, nel museo sono esposte varie opere inedite dell’artista, ormai famoso in tutto il mondo, opere dedicate alla donna. Ogni sala, attraverso odori, suoni, sostanze liquide, elementi vari, denuncia la difficoltà di essere donna ancora oggi, nonostante la forza creatrice che l’identità femminile porta con sé. Entrando ci attende una enorme UP rivestita di variopinti indumenti femminili, mentre di fronte troviamo delle UP a strisce bianco e nere incatenate a guisa dei carcerati a significare la libertà impedita alle donne ancora osteggiate e vilipese da una società maschilista. La up o upchair è stata progettata da Pesce nel 1969 e rappresenta la maggiore testimonianza del design radicale degli anni 60/70. Esposta nei musei di arte contemporanea più importanti, la Up rappresenta, oltre la ricerca di forme e materiali nuovi, un modo di parlare politicamente della condizione delle donne vittime dei pregiudizi degli uomini. La up 5 richiama nella sua forma il grembo materno, simbolo di protezione, mentre la sua forma avvolgente e sinuosa trasmette il senso della fertilità come nelle Veneri paleolitiche. La up è quindi un elogio alla donna, la quale è continuamente sollecitata però ad ingoiare bocconi amari. L’artista ha posto su dei blocchi dei pezzi di pane, degli stecchini e un contenitore con del fiele invitando a rischio e pericolo ad assaggiarli. Grande sostenitore dell’universo femminile (“Il mondo è donna”) Pesce affronta un tema attualissimo con grande esperienza e amore. Inoltre, l’evento della collocazione della scultura più importante è avvenuto alla presenza di Vittorio Sgarbi e Sergio Risaliti, organizzatori e curatori della mostra.

www.museonovecento.it

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